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Amazon crea la “spedizione anticipata”: sa già cosa comprerai prima che tu lo faccia

Scritto da Redazione on . Postato in Editori, Librerie

Amazon ha da poco ottenuto un brevetto per le “spedizioni anticipate”, un “metodo per spedire acquisti ancora prima che vengano effettuati” e restringere ulteriormente i tempi di attesa fra il momento dell’acquisto e quello della ricezione.

I dati raccolti sui consumatori serviranno infatti, secondo questo nuovo programma, a predire gli ordini futuri di un cliente, basandosi sugli acquisti precedenti, sulle liste dei desideri, sul rilascio di novità che hanno caratteristiche in comune con alcuni prodotti già precedentemente acquistati. Ma verrebbero presi in considerazione anche altri elementi, ad esempio il tempo che intercorre fra l’inserimento nel carrello e l’acquisto, o il tempo in cui il cursorse sosta su un articolo. Così si potrebbe spedire in anticipo sull’acquisto, per esempio il nuovo romanzo di una serie di cui si possiedano già gli episodi precedenti, e che magari si sarebbe lieti di ricevere il giorno stesso della pubblicazione. Le spedizioni anticipate transiterebbero, secondo l’idea di Amazon, da magazzini regionali, sia in attesa che il cliente effettui l’acquisto effettivamente sia per essere spedite prima di essere acquistate. Per evitare costi di restituzione troppo elevati in caso di articoli recapitati senza essere effettivamente ordinati né desiderati, Amazon potrebbe scegliere di convertirli in regali promozionali. L’obiettivo di questo genere di iniziativa sarebbe in ogni caso molto chiaro: migliorare a tutti i costi l’unico gap, forse (a parte quello della relazione umana, che tuttavia non sembra più di tanto impensierire Bezos), oggi esistente tra aziende online come il colosso Seattle e negozi fisici, ovvero il tempo che intercorre fra l’acquisto di un prodotto e il suo possesso. Amazon lo fa utilizzando il suo più grande vantaggio competitivo: l’enorme mole di dati sui clienti che i clienti stessi gli forniscono.

Il servizio non è ancora attivo e non è chiaro se l’azienda l’abbia già messo a punto, oppure se debba essere ancora tecnicamente sviluppato. Il Wall Street Journal negli USA ha provato a interrogare l’azienda in merito, senza ottenere risposte.

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Commenti (5)

  • Pasquale Cosentino

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    A differenza degli eBook (che sono – a mio avviso – un’opportunità) forse sono questo tipo di logiche e di prassi a rappresentare un reale pericolo per il mondo dell’editoria e delle librerie. Cosa rimane in questi mondi se la possibilità di scegliere un libro ci viene espropriata, e finisce per dipendere da una statistica, da un algoritmo, da una ricerca di mercato?

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  • Silvia

    |

    A me pare che si tengano semplicemente pronti nell’evenienza…
    Amazon cerca di affinarsi sempre più per ottenere più clienti, a me va bene, già ora hanno un ottimo servizio a differenza dei pachidermi nostrani che mettono 3 giorni d’attesa per avere un libro e poi te lo spediscono in 20 ( la mi ultima esperienza con Ibs), tanto per fare un es.
    Attaccare continuamente Amazon non è il metodo giusto per aiutare i librai & Co., sono loro che dovrebbero migliorarsi invece di cercare di sminuire sempre chi invece fa del suo meglio per vendere, senza obbligare nessuno a fare alcun che…

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    • Redazione

      |

      Gentile Silvia, giusto per sgombrare il campo da possibili fraintendimenti, non necessariamente da parte sua: dare notizie come fa Bibliocartina non è né attaccare, né favorire. Solo dare notizie.

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