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Intervista in anteprima a Romano Montroni, il libraio d’Italia. Oggi a Mantova presenta “I libri ti cambiano la vita”. Parte I

Scritto da Redazione on . Postato in Eventi, Fiere e rassegne, Librai, Libri

Più di 50 anni trascorsi lavorando tra i libri, eppure conserva ancora lo stesso entusiasmo di un iniziatore Romano Montroni, libraio, formatore, consulente e autore per Longanesi del volume I libri ti cambiano la vita, che oggi sarà presentato a Mantova al Festivaletteratura; l’autore ha voluto parlarcene in anteprima su Bibliocartina.it, nel corso di una lunga e istruttiva chiacchierata telefonica. Pubblicheremo l’intervista in due parti, la prima dedicata al libro questa mattina, la seconda, dedicata invece al mestiere del libraio e al futuro dei libri secondo Montroni, oggi pomeriggio, 

“I libri ti cambiano la vita” – stamattina alle 12.00 Montroni ne discuterà con Stefano Salis, responsabile del supplemento Domenica de Il sole 24 ore, e con il conduttore televisivo bolognese Patrizio Roversi – è un classico libro sui libri. Un’intervista a 100 scrittori contemporanei, tra cui gli stessi Salis e Roversi, sui libri che sono stati, appunto, importanti per la loro formazione. Fra i tanti autori intervistati troviamo Corrado Augias, Serena Dandini, Vito Mancuso, Renata Colorni, Stefano Benni, personaggi noti, in misura certo differente, tanto al pubblico frequentatore delle librerie quanto a quello più avvezzo agli schermi televisivi.

Perché un libro del genere? “Questo libro si basa su un principio molto semplice però essenziale per il mestiere del libraio”, risponde Montroni, “ovvero il principio del suggerimento: con questo volume è come se avessi raccolto una enorme rubrica di suggerimenti da parte di chi scrive verso chi ama leggere, e tanto è vero che ultimamente anche sui quotidiani sono iniziate a fioccare le rubriche dei suggerimenti di lettura da parte degli scrittori! Ho scelto di comporre questo libro perché chi sta in libreria sa che i suggerimenti di lettura degli autori sono uno dei migliori conduttori di interesse verso un libro, e come libraio, sono uno che ama consigliare”. Il libraio dunque è uno che ama consigliare: sono parole molto affini a quelle che negli ultimi giorni abbiamo sentito pronunciare anche a Rita Addeo della Libreria Croci di Varese e a Marino Buzzi, intervistati entrambi da Bibliocartina. Un tratto comune, dunque, anche fra generazioni differenti di librai, e fra librai di genere ed esperienza diversi. 

Ma consigliare chi? Chiediamo: questo è un libro per lettori forti, o per convincere i non-lettori del fatto che i libri ti cambiano la vita? Perché nel secondo caso, non sarebbe stato meglio, per convincere ad entrare in libreria, mettere Totti o Maria De Filippi in un cartellone con i consigli di lettura, invece che puntare su personaggi noti ma non amatissimi? “Lei ha ragione sul fatto che ci sono personaggi televisivi che di primo acchito, per alcune fasce di popolazione, possono rappresentare un’attrattiva maggiore. Ma quello che ci interessava era soprattutto far conoscere al grande pubblico anche televisivo come avvengono, nella vita delle persone, incontri con libri che cambiano per sempre il corso della nostra esistenza, e non mi riferisco all’esistenza di autore letterario, ma all’esistenza tout court. Così è stato ad esempio, per Vito Mancuso, che ci ha raccontato del suo incontro con la Bibbia avvenuto a 16 anni, o per Andrea Molesini (il vincitore del Premio Campiello 2011 con “Non tutti i bastardi sono di Vienna“), che narra di come l’incontro con il libro della sua vita, l’Odissea, sia avvenuto per bocca di un pescatore analfabeta che la recitava a memoria.”

Storia insomma che possono accattivare quella fascia non poi così esigua di lettori che non disprezzano i libri ma che hanno bisogno di ricevere uno stimolo alla lettura, ad esempio quell’1,5 della popolazione che secondo le ricerche Istat, leggeva in passato ma che nel 2011 non ha aperto neanche un libro. Quella fascia di persone che non hanno un rapporto assiduo con la letteratura ma che non sono del tutto disinteressate ad essa, persone che seguono le trasmissioni della Dandini, o che apprezzano Corrado Augias o che magari non hanno mai letto un romanzo di Andrea Camilleri però sono incuriosite dal personaggio, o ad esempio persone che ascoltano e hanno amato Lucio Dalla, che pure ha contribuito al libro prima di venire a mancare. Insomma, quello di Romano Montroni è un modo delicato per frugare nelle vite di persone conosciute e stimate, costruendo in maniera indiretta dei consigli di lettura che possano stimolare sia i lettori più forti sia quelli più occasionali.

E i non-lettori? In Italia sono più della metà della popolazione, è la percentuale più alta in Europa. Che ne facciamo? “Probabilmente”, riflette Montroni, “se anche ci fosse stato Totti sulla copertina del libro si sarebbero fermati un minuto davanti alla vetrina, e poi sarebbero passati oltre”. Continua nella seconda parte.

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