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Il mercato del libro crolla: -13,6% in Italia in 2 anni. Fermo l’eBook, crescono le librerie online

Scritto da Redazione on . Postato in Editori, Eventi

Il mercato del libro in Italia sta vivendo una crisi molto seria e non contingente. L’Associazione Italiana Editori in trasferta a Francoforte per la Fiera internazionale del libro ha divulgato un comunicato stampa in cui presenta alcuni dati sulle vendite di libri nel 2012, e invoca una ‘politica per il libro’.Riportiamo di seguito il testo del comunicato stampa, considerando tuttavia che esso mette in luce come un dato positivo la crescita del mercato degli eBook laddove, tuttavia, il calcolo è fermo a fine 2012 quindi non aggiornato rispetto alle statistiche divulgate nei mesi scorsi. Il calcolo è peraltro inficiato dal fatto che Amazon, il più grosso distributore di eBook sul mercato italiano non comunica le sue vendite, ma le stime ipotetiche che comprendono anche gli acquisti su Amazon parlano di una percentuale di vendite dell’1,8/2% sul totale del mercato librario. Un dato che non sembrerebbe poi tanto positivo, considerando le grandi risorse investite dagli editori su questo segmento, evidenziate da tutte le altre voci che riguardano gli eBook nella ricerca AIE.

“Una politica per il libro non è più solo urgente, è in ritardo”. E’ un bilancio amaro quello del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo in occasione della presentazione del Rapporto AIE sullo stato dell’editoria in Italia alla 65ma edizione della Buchmesse, il più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti del settore librario, in programma a Francoforte fino al 13 ottobre. “In due anni il fatturato è diminuito del 14%, ogni giorno abbiamo notizie di librerie che chiudono, la crisi di liquidità si aggrava, si vanno rideterminando gli equilibri competitivi nei canali commerciali del libro, anche l’export cala – ha proseguito -. Serve un dialogo serio, diretto, subito. Siamo a Francoforte, in un contesto internazionale, ed è naturale fare dei confronti. Chiediamo una politica per il futuro che passi per una vera promozione del libro e della lettura, un’IVA parificata tra ebook e libri di carta, il riconoscimento della centralità dei contenuti all’interno dell’agenda digitale, un aggiornamento serio, non improvvisato, delle normative sul diritto d’autore. Il settore si aspetta molto da una buona politica: non sussidi, ma un supporto basato su regolamentazione, misure in favore dell’innovazione e promozione culturale”.
I dati – Si allarga infatti la zona d’ombra nel 2013: secondo i dati Nielsen nei primi 8 mesi del 2013 si registra un peggioramento ulteriore del 5,4% nei canali trade (quelli rivolti al pubblico: librerie, online, grande distribuzione organizzata) rispetto allo stesso periodo del 2012. E’ il – 13,6% rispetto al 2011.
Il 2012 annus horribilis per il libro. Registra una chiusura solo in apparenza più contenuta, rispetto al pesante segno meno nelle vendite dei canali trade (-7,8% nel 2012, secondo Nielsen), il mercato complessivo del libro (che comprende anche rateale, book club, collezionabili, export, vendite a biblioteche) nel 2012, attestandosi su un -6,3%. Resta però un annus horribilis, che raggiunge quota – 8,4% se dal perimetro si esclude – come ormai è necessario – il non book (fatto sempre meno da prodotti di cartoleria e sempre più da gadget) e il remainders.
Ed evidenzia segnali da tenere sotto costante osservazione: cresce infatti il mercato dell’ebook, cominciano a cambiare le gerarchie dei canali di vendita – con un boom delle vendite online e la perdita di terreno delle librerie fisiche -, riacquista terreno (anche se di poco) la lettura in Italia, peggiora l’export sia del libro fisico che dei diritti di edizione. Sono questi gli elementi principali che fotografano il mercato editoriale 2012 e i primi mesi del 2013, così come risulta dal Rapporto 2013 sullo stato dell’editoria in Italia a cura dell’Ufficio studi AIE, disponibile da quest’anno solo in ebook sulle principali piattaforme (in allegato la sintesi, i punti dell’intervento del presidente Polillo e il messaggio del Ministro Bray). Qui le principali novità:
Segno più per la lettura in Italia. Cresce quella di ebook – La lettura cresce (di poco) in Italia, anche se riguarda appena il 46% della popolazione, in altre parole oltre 26milioni di italiani con più di 6 anni. Il 30% del mercato è costituito da medi e forti lettori (che leggono più di 7 libri all’anno), che da soli generano tra il 39% e il 43% dei volumi di vendita di libri italiani. Nuove speranze vengono però dai libri digitali. Nel 2012 la lettura di ebook ha riguardato infatti il 3% della popolazione (con più di 14 anni): complessivamente 1,6milioni di italiani.
Dove si compra il libro nel 2012? Sempre meno in libreria, sempre più online – I canali di vendita subiscono una non meno importante trasformazione. Innanzitutto nella quota di mercato che ricoprono: si assiste infatti a una perdita di quota della libreria fisica (solo varia, escluso scolastico di adozione) che passa dal 79% del 2008 all’attuale 73%. Cresce invece la quota dei canali on line per la vendita di libri fisici: valevano il 3% nel 2008, arrivano oggi all’11% che salirebbe fino al 13% se considerassimo anche l’ebook. Ci si avvicina così alla Grande distribuzione organizzata, che si conferma al 16%.
E-book e digitale: raddoppia il mercato dei libri digitali.– Si stima (anche se i player internazionali non conferiscono i loro dati di vendita) che il mercato e-book nel 2012 abbia raggiunto una quota di mercato (trade) compresa tra l’1,8% e il 2%: valori in assoluto ancora modesti, anche se in prevedibile crescita. Complessivamente il mercato digitale (ebook + banche dati) ha mostrato un andamento positivo nel 2012, che non compensa comunque le pesanti flessioni del mercato “fisico”:escludendo i prodotti ibridi (carta + cd-rom/Dvd rom) ha raggiunto infatti una quota di mercato del 6,4% (con una crescita in 3 anni del 44,3%).
In calo l’export del libro fisico: -10%. E in calo la vendita di diritti – Diminuiscono i titoli pubblicati in Italia che sono traduzioni da altre lingue: erano il 25% nel 1995, il 23% nel 2000, sono oggi il 20%: segno che l’editoria e la filiera dipendono meno dall’estero. Per la prima volta però si evidenziano due dati negativi sul fronte dell’export: cala del 7,5% la vendita di diritti di autori italiani all’estero (se mai solo con una minore accentuazione per il settore bambini e ragazzi), cala l’export di libri fisici, con un significativo -10% (anche se l’export vale circa l’1% del mercato).

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