ODEI, gli editori indipendenti al Salone Libro: “nuova legge anti-sconti, promozione delle librerie indipendenti, codice etico per gli editori”

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Dal Salone del Libro di Torino – Prima giornata del Salone del libro di Torino nel segno degli editori indipendenti. Nella cornice di una fiera ancora molto povera di visitatori e tradizionalmente più dedicata ai richiami della grande editoria e dei suoi nomi televisivi che alle proposte di catalogo o long-selling, l’Osservatorio degli editori indipendenti ODEI che proprio a Torino aveva debuttato l’anno scorso e del quale ci eravamo occupati anche in occasione del Salone “Più libri più liberi” di Roma dello scorso dicembre, è tornato alla ribalta per presentare il suo progetto e gli avanzamenti ottenuti negli ultimi mesi. Andrea Staid, editor della casa editrice milanese elèuthera, Gino Iacobelli dell’omonima casa editrice romana e Andrea Palombi responsabile di Nutrimenti hanno illustrato più aspetti del lavoro dell’Osservatorio. “La cultura è una possibilità per uscire dalla crisi”, questo è il presupposto da cui parte ODEI illustrato da Staid in apertura dell’incontro. “Dicono che di cultura non si mangia, noi diciamo che la cultura è fondamentale per sperare di mangiare in futuro, nel lungo termine; ed è anche per questo che la bibliodiversità va salvaguardata: i libri non sono solo quelli che si vedono nelle vetrine dei grandi cartelli editoriali, ci sono editori piccoli che lavorano sui loro cataloghi, che pubblicano libri pensati per durare, libri che dovrebbero trovare comunque spazio nelle librerie e in biblioteca sebbene vendano pochissime copie, perché sono libri che hanno qualcosa da dire”. Secondo ODEI “alle biblioteche andrebbero garantiti fondi per l’acquisto dei titoli minori, affinché possano essere reperibili, a salvaguardia della bibliodiversità; e alle librerie indipendenti andrebbero concessi affitti calmierati e finanziamenti, di nuovo, per non dover dipendere dai soli cataloghi dei grandi gruppi editoriali padroni dell’intera filiera”. ODEI non è una rete di editori che chiedono finanziamenti per sé, si fa anzi un vanto della totale indipendenza dei suoi componenti, “editori indipendenti in tutto e per tutto che non si reggono neanche su compartecipazioni di grandi gruppi, ma esclusivamente sulle proprie forze”. Chiede, tuttavia, finanziamenti al sistema della cultura libraria e ai suoi gangli vitali: biblioteche e librerie innanzitutto.

Una Casa del Libro a Roma – Nel corso della presentazione l’editore romano Gino Iacobelli ha illustrato uno dei progetti più avanzati di ODEI allo stato attuale, l’apertura (a Roma come esperienza pilota) di una Casa del Libro, “un luogo di convivenza e confronto comune fra più attori della filiera del libro, libreria ma anche centro informativo, seminariale, luogo d’informazione, foresteria per gli autori stranieri che vogliano venire a scrivere in Italia e tanto altro”. Un progetto anche questo che esiste già da tempo per gli editori di ODEI ma che nel Lazio trova al momento più concrete possibilità di realizzarsi “grazie all’impegno di Nicola Zingaretti in Regione: il nuovo governatore ha infatti dichiarato che ci sono circa 200 luoghi attualmente inutilizzati di proprietà della Regione Lazio che saranno dedicati alla cultura e al sociale”. Su questi si poggiano le speranze di aprire uno spazio “che potrebbe attrarre anche molti turisti”, ma i tempi di concretizzazione dell’idea non sono ancora chiari e procederanno, si augurano gli editori, di pari passo con l’insediarsi più attivo della nuova giunta regionale laziale.

Nuova legge sul libro e di promozione della lettura – Andrea Palombi, responsabile della casa editrice romana Nutrimenti si è soffermato su una proposta legislativa che gli editori di ODEI stanno avanzando a sostegno del libro e della lettura. “La Legge Levi precedente che fissava il tetto massimo di sconti in libreria al 15% è stata un passo avanti; ma era una legge a maglie troppo larghe e facilmente aggirabile. La nuova legge che proponiamo non si limita agli sconti, ma su questo argomento ricalca in modo chiaro la legge francese che ha sostenuto in modo importante la sopravvivenza dei librai indipendenti d’Oltralpe: tetto massimo di sconti al 5%, un mese al massimo di deroga l’anno per marchio editoriale e non per collana come avviene ora (permettendo ai grandi editori dalle tante collane e con libreria annessa – da Mondadori a Feltrinelli al Gruppo GEMS – di vendere in sconto praticamente tutto l’anno). “Sappiamo che su questo tema abbiamo enorme bisogno di fare rete fra piccoli editori e allearci direttamente con i librai indipendenti, senza chiudere le porte ad altre realtà ma consapevoli che l’AIE (Associazione Italiana Editori) per sua natura rappresenta più gli interessi dei grandi editori che dei piccoli”, ha dichiarato Palombi. “In questo momento siamo impegnati in un confronto con gli interlocutori istituzionali che appare proficuo per ora. Fra le nostre proposte c’è anche la possibilità di una detrazione fiscale per acquisti di libri superiori a 1000 euro l’anno (compresi i testi scolastici) per nucleo familiare. Una norma che incentiverebbe senz’altro la spesa in libri da parte delle famiglie. E in più, proponiamo di stilare un elenco sulla base di parametri trasparenti e semplici delle librerie indipendenti di qualità da sostenere tramite agevolazioni apposite”.

Il manifesto ODEI

Il manifesto ODEI

Un’alleanza plurale con gli altri attori, dai librai alla distribuzione – “Il nostro intento non è sostituirci ai distributori nella relazione con i librai”, ha dichiarato Staid durante la presentazione. “Vogliamo anzi collaborare il più possibile con i distributori affinché i librai possano conoscere meglio i nostri cataloghi e le nostre opere”. La maggior parte degli editori di ODEI sono in effetti accomunati dal rapporto commerciale con il distributore PDE (legato al gruppo Feltrinelli) e come ci era stato spiegato a dicembre scorso durante Più libri più liberi era stata anche l’insoddisfazione per il trattamento ricevuto dal distributore a muovere l’esigenza di unirsi fra piccoli e medi editori indipendenti. Qualcosa è cambiato nel frattempo, tuttavia, e dal malumore si sta passando a una ritrovata alleanza con il distributore per poter arrivare nelle librerie, testimoniata dall’intervento di Carlo Cherici, amministratore di PDE che si è detto “molto felice dell’iniziativa di ODEI”. “Tra i librai c’è un problema di informazione e di comunicazione che può essere risolto soltanto alleandosi: da soli non si va da nessuna parte”. Pace fatta, dunque, anzi meglio: alleanza costituita con i distributori, e progetti in vista in questo senso: “a settembre” ha dichiarato Cherici “presenteremo un sistema d’integrazione innovativo fra produzione delle case editrici e scaffale delle librerie”.

“Un codice etico da rispettare per aderire a ODEI, anche nei confronti dei lavoratori” – Allo stato attuale gli editori parte di ODEI sono circa 80, “ma in totale arriviamo a 110 con quelli che hanno fatto richiesta di adesione”, ha spiegato Staid. “Abbiamo messo a punto una scheda etica autocompilata con alcuni requisiti che andranno rispettati per poter aderire a ODEI”. Tra questi ce ne sono alcuni che hanno a che fare con il rispetto dei lavoratori: “se un editore sceglie di lavorare senza guadagnare è una sua scelta, ma i lavoratori vanno rispettati. Stiamo ragionando per esempio sul fenomeno degli stagisti a ripetizione, persone che magari lavorano da anni in una casa editrice e figurano ancora in qualità di “stagiaire”. Nella nostra casa editrice – elèuthera – non ammettiamo questo tipo di condotta verso gli stagisti. Non si può rinnovare una collaborazione sottoforma di stage per sette-otto volte di seguito, è una palese scorrettezza. Questo tipo di lavoratori andrebbe assunto”. Quanto e come si avanzerà nella definizione – e nel rispetto – di questo tipo di condotta rispettosa dei lavoratori è tutto da vedere. 110 editori che non adottano forme becere di sfruttamento come quelle che attualmente riguardano la quasi totalità dei lavoratori editoriali (discusse appena pochi giorni fa con la pubblicazione dell’inchiesta “Editoria invisibile“) sarebbero infatti una rivoluzione nel mondo editoriale ben più importante e stravolgente di qualche cambiamento a livello di byte e di web, con buona pace dei tecnomaniaci. Una rivoluzione che all’orizzonte, per ora, non si intravede affatto.

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Commenti (3)

  • angelo pirocchi

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    Mi sembra un’ottima comunicazione e apprezzo che finalmente qualcuno cerchi di supportare (anche solo dando spazio alle notizie) queste iniziative.
    Mi permetto però solo di far notare che la pesantissima copertura pubblicitaria di Amazon presente su tutto il sito rende abbastanza surreale quanto esposto.
    Cordialità

    Angelo L. Pirocchi
    Ed. Libreria Militare

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    • Redazione

      |

      Caro Angelo, lei ha ragione… dà fastidio anche a noi e l’abbiamo anche scritto una volta, ma al momento l’affiliazione ad Amazon è l’unica fonte di entrata (più attesa che certa, peraltro) cui un sito come il nostro riesce ad accedere. Ci auguriamo che altre librerie o aziende vogliano approfittare del nostro sito per farsi pubblicità, o di trovare presto il modo per realizzare il nostro business plan che prevede una formula di abbonamento alle notizie, perché una cosa è certa: il giornalismo è un lavoro e chi scrive ha non solo bisogno ma diritto di ricevere in cambio una remunerazione. Cordiali saluti a lei,
      la redazione

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