Il futuro delle librerie. Anna Albano: “Intraprendenza, azione, e jukebox di eBook all’interno delle librerie”

Scritto da Redazione on . Postato in Librai, Librerie

L’intervento del consulente editoriale Massimiliano Enrico di ieri riguardo al futuro delle librerie ha scatenato, in particolar modo su Twitter, varie reazioni da parte di numerosi librai. Oggi su Bibliocartina risponde Anna Albano, editor indipendente e traduttrice.

Autrice di Milano città di libri – Guida alle librerie e ai librai indipendenti di Milano, titolare del blog “cose da libri” dove spesso esprime “lodi ai librai attivi e critiche a quell indolenti”, Anna Albano ha già espresso il suo pensiero sul tema “il futuro delle librerie” in vari dibattiti online nel tempo. Riportiamo qui il suo intervento, nato come commento in calce a un post sul blog “Le ultime 20” di Patrizia La Daga.

di Anna Albano

Non riesco a vedere tutti i librai e le librerie depositari di un patrimonio culturale che per qualche motivo che mi sfugge finora non sono stati in grado di dispensare. Molti, troppi librai si adagiano su qualche gloria passata, oppure rifiutano di rendersi conto che nel loro mestiere è fondamentale un intreccio di competenze culturali e imprenditoriali, nonché di una precisa volontà di aggiornamento e di un po’ di intraprendenza (che di fatto sta alla base dell’impresa). Molti, troppi librai preferiscono lagnarsi della Feltrinelli che gli si è piazzata di fronte invece di impegnarsi a rendere la loro libreria un luogo unico, aggiornato, la vera casa dei lettori. E quando dico casa intendo un luogo dove uno si sente talmente a proprio agio da volerci ritornare. Io abito a Milano e sono l’autrice della Guida alle librerie indipendenti di Milano: di librai e librerie ne conosco parecchie e posso testimoniare che spesso hanno entrambi un effetto depressivo sul cliente. Alcuni, i più giovani e qualche libreria storica con proprietari in gamba, hanno capito che bisogna muoversi e lo fanno bene, cercando di fidelizzare i clienti adulti e di prepararsi il futuro lavorando sui clienti bambini. Esempi di librerie che lavorano bene: Libet Libreria del riacquisto (splendida, che si concentra sulla qualità dell’offerta e sulla cura dell’interlocutore), Gogol & Company, Utopia, piccolini come Il mio libro di Cristina Di Caio, Il Libro di via Ozanam, alcune altre. Che, appunto, lavorano: e il lavoro del libraio consiste nel pensare, cogliere i pensieri altrui, valutare velocemente le opportunità, “abbracciare il nemico” (a quando dei bei jukebox distributori di ebook all’ingresso delle librerie? Con il libraio che interloquisce e consiglia?), e poi, ma molto presto, AGIRE.”

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