Federico Motta Editore: il TAR Lazio annulla gran parte del provvedimento Antitrust. Non furono pratiche scorrette, ma mancato controllo sui collaboratori

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Il TAR del Lazio ha annullato, con sentenza definitiva, buona parte della sanzione emessa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nei confronti di Federico Motta Editore. Della vicenda avevamo dato notizia in passato e per dovere di cronaca la aggiorniamo ora. L’azienda ha registrato perdite nel 2012 pari a circa un milione di euro, dovute in gran parte, come Motta stessa segnala, a questa vicenda di giustizia amministrativa.

Pubblichiamo il comunicato emesso dalla casa editrice contenente i riferimenti alla sentenza del TAR e una serie di considerazioni.

Con sentenza depositata il 15/10/2013 il TAR del Lazio ha dato definitiva risposta al ricorso presentato da Federico Motta Editore (FME) contro il provvedimento emanato l’8/8/2012 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM/Antitrust) per asserite pratiche commerciali scorrette. Con tale sentenza il TAR ha riconosciuto la piena correttezza e trasparenza dell’operato di FME, sia nel rispettare il libero esercizio del diritto di recesso da parte dei propri clienti in tutti i casi previsti dalla legge (art. 65 D. Lgs.206/2005 – c.d. Codice del Consumo), sia nel promuovere presso le famiglie i propri strumenti multimediali per la formazione. Il TAR ha invece confermato un’oggettiva responsabilità nel non avere adeguatamente controllato e, dove necessario, tempestivamente sanzionato i comportamenti di determinati componenti della rete commerciale nell’attività di vendita di prodotti cartacei presso la clientela più tradizionale. Ha ridotto però alla metà la corrispondente sanzione, in considerazione dell’esiguità del fenomeno rispetto al complesso dell’attività aziendale e viste le pur tardive misure correttive adottate dall’azienda.

Vengono pertanto interamente confutate le argomentazioni con cui AGCM ha di fatto teso a raffigurare la conduzione di entrambi i rami della nostra attività come complessivamente censurabile. Per converso, in non pochi punti della sentenza, valutazioni e conclusioni prodotte da AGCM vengono sanzionate come arbitrarie, incomplete e approssimative.

A questo link mettiamo a disposizione di chiunque vi abbia interesse la sentenza del TAR. Riteniamo valga la pena di leggerla, è un bell’esempio di lavoro svolto con scrupolo e onestà intellettuale, sia nelle parti a noi favorevoli sia in quelle contrarie, frutto di menti felicemente libere da sovrastrutture ideologiche e/o preconcetti.

Giunti a conclusione della lunga vertenza che ci ha visti opposti all’AGCM, non possiamo esimerci dall’affermare che, se per un verso proviamo grande soddisfazione nel vedere formalmente sancita la correttezza del nostro lavoro, per un altro invece, soprattutto come cittadini più che come professionisti, proviamo grande amarezza nel vedere confermata la convinzione di essere stati oggetto di una gratuita, ingiustificata e arbitraria «aggressione» proprio da parte di chi dovrebbe essere straordinariamente attenta a mantenersi sempre imparziale ed equanime, cioè la Pubblica Amministrazione. Nell’anno e mezzo decorso dalla pubblicazione del provvedimento dell’AGCM siamo inevitabilmente rimasti vittime indifese di diffidenza e, fin troppo spesso, di totale ostracismo da parte di quei settori con cui da tanto collaboriamo con onestà e dai quali fino a quel momento traevamo una parte significativa dei risultati che ci hanno permesso di migliorare costantemente prodotti e servizi offerti a scuole e famiglie, al tempo stesso riuscendo ad arginare l’impatto delle difficili condizioni economiche generali in cui versa il nostro Paese ormai da anni. I danni sofferti in conseguenza di quell’ingiustificata aggressione sono stati enormi, non solo di immagine ma più propriamente economici. E se pensiamo agli effetti devastanti che avremmo subito in conseguenza dell’ulteriore misura sanzionatoria cui AGCM pretendeva di assoggettarci, cioè la pubblicazione del suo provvedimento su due quotidiani nazionali, allora dobbiamo decisamente complimentarci con noi stessi per la caparbietà con cui ci siamo opposti a ingiustizia e arbitrio. 

Confidiamo di riuscire a riconquistare la fiducia dei nostri abituali interlocutori, ma il terreno perduto purtroppo rimane difficile, se non impossibile, da recuperare. Cionondimeno proseguiamo il nostro cammino con la solita lena, ringraziando tutti i nostri collaboratori che ci sono rimasti al fianco in questi mesi e tutti gli operatori scolastici che hanno saputo decidere secondo proprie valutazioni e convinzioni, collaborando con noi pur in pendenza delle decisioni finali del TAR. Anche a loro dobbiamo se oggi siamo qui a raccontarvi questa storia.

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