Archivia per Settembre, 2012

Intervista a Marino Buzzi: il marketing dei libri, il peggior nemico della qualità. Sulla crisi del settore “oggi paghiamo accordi commerciali sbagliati di qualche tempo fa, tra case editrici e librerie”

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Dopo l’intervista alla Libreria Croci di Varese di ieri, oggi intervistiamo Marino Buzzi, libraio, blogger e autore letterario, un punto di riferimento per tanti librai, editori o semplici appassionati del mondo dei libri su internet, dove il suo blog Cronache dalla libreria raccoglie ogni giorno riflessioni dolci-amare o semplici racconti della vita di un giovane libraio.

36 anni, emiliano, Marino Buzzi è anche autore di due libri, Confessioni di un ragazzo perbene edito da Luciana Tufani Editrice e per Ugo Mursia Editore il titolo Un altro bestseller e siamo rovinati, “diario semiserio di un libraio”. In questa intervista gli abbiamo dato del tu, visto che siamo più o meno coetanei. 

Bibliocartina (D): Sei un giovane libraio che il suo mestiere lo fa tutti i giorni, però lo racconti anche, nel tuo libro e nel tuo blog: quando e perché hai scelto di diventare libraio, e come definiresti oggi la tua scelta? Come mai hai deciso di raccontarla utilizzando proprio quei mezzi?

Marino Buzzi (R): Quello di diventare libraio era un sogno che avevo da bambino, per molti anni ho lavorato come cuoco e, allo stesso tempo, studiato per potermi laureare. Dopo la laurea ho avuto la grande fortuna di trovare impiego in una libreria come magazziniere. L’ho fatto per circa due anni poi mi sono trasferito a Bologna e ho cominciato a lavorare in sala come addetto al settore saggi. Nonostante tutto quello che scrivo sul mio blog e nel libro sono felice della mia scelta, quello del libraio rimane un lavoro bellissimo anche se non so per quanto ancora la mia figura professionale esisterà. Con il passare del tempo tutte le speranze e le illusioni che avevo su questo mestiere sono state messe a dura prova così ho deciso di cominciare a raccontare la “quotidianità” di noi librai, di farlo in modo ironico e divertente, attraverso il mio blog. Alla casa editrice Mursia lo hanno letto e mi hanno proposto di fare un libro, è nato così Un altro best seller e siamo rovinati.

D: Il tuo blog è frequentato quotidianamente da altri librai indipendenti che nelle tue parole riconoscono anche i loro problemi o le loro stesse riflessioni. Che idea ti sei fatto del clima attuale tra i librai e nelle librerie italiane? Ci sono momenti, occasioni in cui potete incontrarvi anche dal vivo e scambiarvi opinioni, trucchi del mestiere, speranze o inquietudini per il futuro? Oppure siete una categoria frammentata?

R: Sul blog si incontrano tante categorie professionali, ci sono anche molti editori ed editrici (Voland, Luciana Tufani, Barbes ecc…) che lo seguono e ci sono anche moltissimi/e  lettori e lettrici  accaniti/e, è la cosa che mi dà più soddisfazione vedere che siamo tutti/e nella stessa barca che chi ama la letteratura vive, quotidianamente, le stesse problematiche che riporto sul blog. Il clima nelle librerie, così come nelle case editrici, nella distribuzione ecc., non è dei migliori. In parte per colpa della crisi economica che ha colpito – in un paese in cui si legge pochissimo – l’oggetto libro in modo piuttosto violento. Ma temo non sia solo colpa della crisi. Sono state fatte scelte estremamente sbagliate, a mio avviso, a livelli differenti della piramide libraria. Oggi stiamo pagando le scelte errate di un passato non troppo lontano. Per quanto riguarda le relazioni fra librai esistono diverse associazioni che, temo però, ormai sono diventate portavoce solo di una fetta di mercato. Poi ci sono le scuole librai che ti permettono di vivere in una specie di realtà onirica, nel senso che viene mostrata una realtà lontana anni luce da quella che poi noi librai viviamo quotidianamente.

D: A quali scelte sbagliate ti riferisci, in particolare?

R: Agli accordi commerciali fra case editrici e librerie che hanno permesso di far entrare in quantità enormi prodotti dallo scarso valore culturale, pompati in maniera quasi ridicola grazie al marketing, alle vetrine comprate, alle recensioni “tutte positive” e molto altro. Ma anche all’idea che un libraio preparato, invece che essere un valore per le librerie, è un problema a causa dei costi. Meglio fare contratti a chiamata utilizzando personale non qualificato. Avevo un’amica che lavorava per una famosa catena di librerie (che è anche casa editrice e distributore) le facevano contratti di mese in mese e l’avvertivano il giorno prima della scadenza. Oggi lavora lavorare all’estero.

D: “Quello del libraio è un mestiere che in quanto tale sta scomparendo”, ci ha detto ieri Rosa Addeo della Libreria Croci di Varese. “Oggi possono arricchirsi vendendo libri anche coloro che non ne hanno mai letto uno in vita loro”, la vendita di libri è un commercio del tutto simile a quello di qualsiasi altro prodotto, senza alcuna specificità aggiunta. Prova ne sia, delle sue parole, che colossi della vendita di libri online come Amazon smerciano qualsiasi tipo di prodotto, dalle scarpe agli stuzzicadenti. Sembra che del libraio si possa fare del tutto a meno, o che sia diventato poco più che un commesso, e non appunto un conoscitore di libri che allestisce il suo spazio, consiglia, sceglie la sua offerta, cura la sua clientela. Tu come vivi questa trasformazione in atto, condividi che sia davvero questo ciò che avviene, prima di tutto, e credi che ci sia ancora un futuro per il ‘mestiere’ del libraio?

R: Mi trovo, purtroppo, tristemente d’accordo con la collega Rosa Addeo. Ha ragione, il nostro è un mestiere che sta già scomparendo. Questo accade a causa delle stesse scelte dirigenziali sbagliate a cui accennavo prima. La verità è che il lavoro in libreria è un lavoro prettamente “umano”, il libraio o la libraia non smettono mai di essere tali. Vendere libri non è come vendere un paio di scarpe, non devi solo conoscere un prodotto, lo devi amare e devi amare ogni cosa che riguarda la cultura. Devi essere sempre pronto, conoscere la quotidianità e gli avvenimenti tenerti informato sul cinema, il teatro, la musica. Oggi molti di noi non riescono nemmeno più ad andare alle fiere del libro, ci vengono date sempre meno informazioni mentre i prodotti che vengono immessi sul mercato sono sempre di più. Pensano che basti mettere i libri in ordine di autore, sacrificando anche i classici, per vendere. Ma non è così. Il risultato è che in libreria entrano sempre più spesso persone disinteressate al libro mentre le lettrici e i lettori forti vanno su Amazon o IBS, fanno le proprie ricerche in internet e si arrangiano. Stiamo distruggendo quel po’ di amore per la letteratura che ancora esiste. La cosa più grave è che ormai “l’oggetto” libro è inteso solo come oggetto economico e non come oggetto culturale. Vendere una scatola di pennarelli o vendere un libro, ormai, è la stessa cosa. Non si da più nessun valore al libro, basti vedere quello che arriva in libreria. Molti editori non guardano più alla bellezza della storia ma alla sua vendibilità. E non importa se il libro fa pena, per vendere basta un buon marketing.

D: Se dovessi definirli in breve, quali credi che siano i tratti salienti del mestiere del libraio?

R: Preparazione, cultura, curiosità, gentilezza, umiltà e amore per il libro.

D: Parliamo per un attimo dei bestseller che hanno fatto ‘boom’ negli ultimi anni. Questo è stato l’anno delle 50 sfumature di grigio, rosso, e nero, e conseguenti parodie uscite praticamente in contemporanea con i libri. Molti librai ritengono che il successo di questa trilogia sia stato interamente pilotato dall’alto, pompato con pubblicità e varie pressioni sul marketing anche nei riguardi delle librerie. E’ pur vero, tuttavia, che il precedente boom letterario che ha fatto scalpore, quello della saga di Twilight, ha avuto una dinamica differente. I primi libri sono stati accompagnati da una promozione modesta, e l’attenzione sul fenomeno è cresciuta tramite il passaparola delle giovani lettrici in particolare, si è dovuto aspettare il terzo volume della saga perché i vampiri di Twilight fossero sulla bocca di tutti, oltre che al cinema. Inoltre la quadrilogia più appendici ha richiesto il suo tempo per essere pubblicata, mentre nel caso di 50 sfumature abbiamo 3 libri, dal titolo pressoché identico, di una supposta trilogia, che escono contemporaneamente. In base alla tua esperienza di professionista che idea ti sei fatto di questi ‘boom letterari’, quali sono le dinamiche che li motivano, e che effetti hanno complessivamente sull’universo dei lettori e dell’editoria, almeno in Italia?

R: 50 sfumature fa parte del prodotto “cotto e mangiato”; lo si stampa, si crea curiosità, si fa pubblicità, lo si butta sul mercato e poi si passa al nuovo genere. Per Twilight è andata diversamente principalmente perché le lettrici e i lettori hanno amato i personaggi e la storia (che io trovo piena di incredibili scopiazzature ma, magari, un ragazzo di 16 anni che non ha grosse letture alle sue spalle non può saperlo). L’autrice ha seguito il mito dell’eterna bellezza, hai questi personaggi belli, tormentati, eterni che si struggono d’amore. Non sono “assassini” perché non bevono il sangue umano ma quello animale  (e quindi sono molto più simili a noi umani anche se, da vegetariano, la cosa mi fa ugualmente orrore), non hanno paura delle croci, non muoiono se esposti al sole al massimo “brillano”. Insomma sono personaggi ghiotti per inguaribili romantici. Lo aveva già fatto Anne Rice con intervista col vampiro, aveva sovvertito le regole classiche che volevano i vampiri creature orribili, assetate di sangue, che morivano con un paletto conficcato nel cuore o alla luce del sole. Il povero Bram Stoker non interessa più, il suo Dracula, anche se rimane un capolavoro della letteratura, non interessa i giovani in cerca di “bellezza” e “vita eterna”.

D: Sei il Noé dell’editoria italiana, ma con la tua arca puoi salvare solo 3 cose: quali sono le tre cose che salvi?

R: I libri. I librai. I clienti.

D: Quali sono invece 3 cose dell’editoria che butteresti senza scrupolo giù dalla rupe?

R: Gli addetti al marketing. I direttori commerciali. Alcuni editori.

D: Come ultima domanda vorrei chiederti: in questo momento a Mantova c’è un importante evento in concorso che festeggia la letteratura. L’edizione di quest’anno del Festivaletteratura è senz’altro significativa, sia come reazione di un’intera città al terremoto che solo pochi mesi fa ha colpito l’Emilia e anche il mantovano, sia per far fronte alla crisi attuale dell’editoria e in generale della lettura. Per noi di Bibliocartina che (nostro malgrado, poiché non abbiamo potuto partecipare solo per cause di forza maggiore) osserviamo dal di fuori il programma, la sensazione è tuttavia quella di un evento un po’ bulimico – come d’altra parte è tradizione, a Mantova – che compensa con la quantità di offerta la scarsa qualità di riflessione e di proposta culturale attuale. Non abbiamo trovato, in cartellone, alcun evento che ci ha fatto pensare ‘imperdibile’, ma tantissimi piccoli eventi “carini” o mediamente “interessanti”. Tu che sei anche un autore letterario, che opinione ti sei fatto di eventi come questo, e come si legano secondo te alla realtà della letteratura attuale?

Credo che qualsiasi iniziativa culturale vada presa sul serio visto il preciso momento storico che stiamo vivendo. Tuttavia penso che anche molte di queste iniziative, così come molti premi letterari, si siano svuotati di significato. Oggi, purtroppo, non è la qualità del prodotto a spingere il prodotto stesso, ma il marketing.

Un mondo di stranezze letterarie su AbeBooks.it

Varese, la storica libreria Croci chiude e punta tutto sull’online. “Il nostro mestiere sta scomparendo, ormai si possono vendere libri senza averne mai letto uno”.

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Una libreria storica che chiude i suoi locali e decide di dedicarsi alla sola vendita online: succede in questi giorni a Varese ed è la Libreria Croci, nata negli anni ’50 nel centro della città lombarda e da 11 anni gestita da Rosa Addeo e altri due soci. “Con i nostri libri eravamo presenti su internet già da due o tre anni”, ha spiegato la Addeo a Bibliocartina.it, “usando questo canale in particolare per i volumi usati o fuori catalogo. Il commercio online della libreria, tramite ebay o altri siti specializzati per la vendita di libri usati quali Maremagnum.com o Comprovendolibri.it  sta dando buoni risultati, mentre così non avveniva più con il negozio, che in particolare nell’ultimo anno ha registrato un calo forte di clientela dovuto alla crisi e al fatto che come sappiamo, quando mancano i soldi è la cultura è una delle prime voci da cui si taglia. Ragionando fra i soci abbiamo dunque deciso di tagliare i tanti costi di gestione relativi al negozio, e re-imparare, per certi versi, il nostro mestiere, dedicandoci tutti e tre allo spazio di vendita online, mentre prima lo faceva soltanto uno di noi”. Un cambiamento che “non abbiamo vissuto tutti nello stesso modo, c’è chi di noi è più concentrato sul domani, chi vive questa chiusura con maggiore mortificazione. Di certo”, spiega Rosa Addeo, “il contatto con le persone per un libraio che ama il suo mestiere è importante. Si tratta appunto di un mestiere, che richiede competenza e informazione per poter informare; un tempo era impensabile essere dei bravi librai senza aver letto il più possibile ciò che si vendeva e si consigliava, oggi siamo arrivati al paradosso che possono vendere libri anche persone che non ne hanno mai letto uno in vita loro“, commenta la titolare. Un mestiere intero, dunque, quello del libraio, che si sta perdendo o minaccia di perdersi per lasciar posto al commercio impersonale. “In realtà è anche il mercato dei libri che sta diventando sempre più impersonale; le librerie sono luoghi ogni giorno più uguali, tutti splendenti e luminosi, tutti con le stesse pile di titoli. La scelta di uniformarsi è certamente imposta dai grandi editori con le librerie di catena, ma coinvolge tutti gli anelli: da una parte ci sono i grandi editori-distributori-librai che godono di immensi vantaggi, vantaggi che la legge Levi sul prezzo del libro – ricorda la Addeo – non ha scalfito, visto che gli sconti, come si nota bene facendo un giro in libreria, li si continua ad applicare come si vuole; dall’altra però ci sono gli stessi lettori che sembrano sempre più condizionati dalla pubblicità e a volte, inspiegabilmente, entrano in libreria senza curiosità per ciò che hanno attorno, poco disposti a farsi consigliare un titolo, chiedono solo la hit del momento. Non farsi condizionare da queste tendenze di mercato e di gusti  continua la Addeo – è molto complicato. Come librerie indipendenti non abbiamo quasi alcun potere di contrattazione nei confronti degli editori. Noi ci abbiamo provato a seguire la nostra strada, però facendo fatica. D’altro canto, per tante altre librerie la scelta di uniformarsi non ha pagato di più: hanno perso la loro specificità e alla fine hanno chiuso o stanno chiudendo comunque”.

Il cambiamento in senso sempre più omologato dei gusti e della clientela, l’assottigliamento evidente del bacino dei lettori in Italia, però d’altro canto le possibilità aperte dalle nuove tecnologie hanno suggerito alla libreria Croci non di chiudere, ma di rinnovarsi radicalmente, cambiando modo di lavorare e creandosi un concetto di clientela del tutto nuovo: “attraverso il nostro negozio ebay vendiamo volumi usati o fuori catalogo, non libri antichissimi ma collezioni di volumi ad esempio degli anni ’30, e li spediamo non soltanto in tutta Italia o in Europa ma in tutto il mondo; ci contattano fin dal Giappone per acquistare i nostri libri e spesso sono non soltanto studiosi ma anche biblioteche o istituzioni estere; c’è un mercato di nicchia del libro usato e fuori catalogo che è internazionale, che è in salute; non va informato o consigliato perché sa già quello che cerca, ma va comunque servito, anche se in modo diverso da prima. Puntiamo su di loro per continuare a crescere”.

Anche ai supermercati interessano gli ebook. In Gran Bretagna il colosso Tesco acquisisce l’azienda dello scrittore Andy McNab.

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“Dimmi che ebook compri e saprò che spesa fai”: il colosso britannico della grande distribuzione Tesco entra nel mercato degli ebook acquistando dallo scrittore Andy McNab la piattaforma per la vendita di ebook Mobcast, fondata nel 2007. L’affare vale circa 5 milioni di euro ed è un altro passo per l’ingresso dell’azienda nel mercato digitale, segue infatti l’acquisizione di un servizio di radio via internet personalizzato WE7 nel giugno di quest’anno, e di Blinkbox, un fornitore di servizi video on demand, a fine 2011. 

Perché questa mossa di Tesco? Secondo quanto sostengono vari commentatori, l’ingresso nel mercato degli ebook o delle radio digitali è un modo per rafforzare il proprio core business – la vendita al dettaglio nei supermercati e ipermercati – acquisendo dati e informazioni digitali sulla propria clientela, in modo da poter piazzare meglio pubblicità e promozioni sui propri prodotti di prima linea, ovvero i generi di consumo al dettaglio. “Entrare nel ciclo dei consumi elettronici di una famiglia”, ha dichiarato ai media locali l’amministratore delegato di Tesco Digital Entertainment Michael Comish, “è un modo per capire con più regolarità che cosa consumano nel mondo reale. Tesco è un’impresa non conosciuta in Italia, dove non ha mai cercato di aggredire il mercato, ma presente in più di 13 paesi del mondo e dà lavoro a più di 500mila dipendenti.

Andy McNab (uno pseudonimo) è un ex militare dei corpi speciali britannici e scrittore di thriller di grande fama anche in Italia, dove viene pubblicato da TEA. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in Italia da Stefano Tettamanti, famoso scrittore, agente letterario e traduttore dall’inglese di tanti autori thriller di livello, tra cui Michael Connelly e George Pelecanos. L’azienda diretta dall’autore, fondata nel 2007 insieme con l’attuale amministratore delegato Tony Linch, detiene al momento un catalogo di 130mila titoli in Gran Bretagna, disponibili per smartphone, e-reader e tablet. In più Mobcast offre un servizio cloud ai suoi utenti, che permette loro di costruirsi una libreria online non dovendo più, quindi, effettuare a tutti i costi il download del libro sul singolo dispositivo di lettura.

Redattori a 3,5 euro l’ora? Tutto normale è il “servizio civile”. Anzi no, non lo è.

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In questi giorni in rete circola un annuncio di ricerca di redattori e addetti stampa per collaborazione “con associazione attiva nel panorama politico italiano ed internazionale”, come si legge sul portale Bakeca.it e su altri portali specializzati, per una retribuzione di 430 euro nette mensili e 30 ore di lavoro la settimana (equivalenti a 3,5 euro nette l’ora).  Una cifra che farebbe saltare dalla sedia in molti, e che invece, è purtroppo del tutto normale, anzi giustificata a quanto pare, se la collaborazione avviene all’interno del Servizio Civile nazionale. Questo almeno, è ciò che abbiamo scoperto contattando l’associazione “Esperanto” Radikala Asocio (ERA) che gestisce il portale www.democrazialinguistica.it; “per nuovi progetti che partiranno a ottobre”, ci ha spiegato un addetto dell’associazione contattato telefonicamente da Bibliocartina, ERA “cerca in totale 18 giovani di 28 anni al massimo” da impiegare appunto come addetti stampa e/o redattori, “per un progetto in parte lavorativo e in parte formativo”. Quanto all’entità del compenso, “purtroppo questi sono i soldi stanziati dal Servizio Civile e non possiamo offrire di più”.

Scopriamo, navigando il sito, che ERA costituisce una “associazione costituente del Partito Radicale nonviolento, transnazionale e transpartito”: una Onlus di derivazione politica, in poche parole, per quanto di un partito ‘transpartito‘. Il progetto cui fa riferimento l’addetto è evidentemente quello delle “Italianiadi“, un progetto di animazione culturale di ERA ideato in collaborazione con la società Dante Alighieri, che punta alla valorizzazione della lingua italiana e che fa appunto parte dei progetti sponsorizzati dal Servizio Civile nazionale per il 2012. Peccato, facciamo notare al gentile addetto, che negli annunci che si trovano in rete non si faccia alcuna menzione di nessun Servizio civile, anzi si specifichi un normalissimo ‘contratto di un anno’L’addetto non risponde a questa considerazione, anzi reagisce con un lungo silenzio. Forse è dovuto al fatto che i nominativi delle 18 persone selezionate per il Servizio Civile sono già stati addirittura pubblicati da tempo?  E che le modalità di selezione dei volontari adoperate dal Servizio Civile, tanto per la formazione delle prime graduatarie quanto per un successivo recupero dei posti, non prevedono la pubblicazione su portali di annunci generici come Bakeca.it?

Siamo di fronte a ciò che sembra a prima vista, ovvero un comune annuncio per una collaborazione sottopagata? Gli annunci di collaborazione pubblicati dal portale Democrazia Linguistica hanno qualcosa a che fare, o no, con le graduatorie del Servizio Civile? In attesa di eventuali chiarimenti e di fronte a quanto ci è stato detto o non detto dagli addetti contattati telefonicamente, non possiamo che basarci su quanto leggiamo con i nostri occhi: c’è un’associazione che cerca persone retribuite a 3,50 euro l’ora per un anno per svolgere una mansione specialistica di redattore e/o di addetto stampa; un ruolo per il quale, in base a un contratto regolare CCNL, si dovrebbe percepire come minimo il triplo, con contributi previdenziali pagati, ferie e malattie retribuite, assicurazione sul lavoro e magari anche una vera redazione di professionisti con i quali confrontarsi attorno a sé.

E se alla fine saltasse fuori che è uno stage? Ad aggiungere confusione alla confusione, nel citato annuncio di Bakeca.it alla voce “contratto” della scheda annuncio c’è scritto proprio stage/tirocinio. Della cosa non si fa invece alcuna menzione su Infocity, che ha pubblicato lo stesso annuncio (lettura a pagamento); su tutti gli annunci ad ogni modo, nel testo interno si legge la stessa cosa:  ‘contratto di 12 mesi’. Da una parte, tuttavia, si parla di 3 figure, dall’altra di una sola.

“Penna e spada”: nuova rubrica di Bibliocartina sulle condizioni lavorative del settore editoriale e giornalistico

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Non staremo a darvi troppe spiegazioni sul perché di una rubrica come questa: le spiegazioni, più che altro, le chiederemo a coloro che hanno il coraggio di offrire posizioni di lavoro giornalistico a 3,5 euro l’ora. E no, non pubblicheremo annunci di lavoro; il nostro intento su Bibliocartina è creare informazione e tutt’al più intrattenimento riguardo al mondo dei libri. Tuttavia, proveremo a fare ciò di cui riteniamo ci sia più bisogno: non daremo per scontato e non prenderemo per buono ciò che in giro viene offerto, proveremo a squarciare veli e ad andare a scandagliare le ragioni di certe realtà. A presto per i primi articoli, e se avete segnalazioni da fare, scrivete pure a redazione @ bibliocartina.it.

Antitrust: Federico Motta Editore multato per 140mila euro

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[Aggiornamento: Accogliendo il ricorso presentato dalla casa editrice, nel 2013 il TAR del Lazio ha riconosciuto la piena correttezza e trasparenza dell’operato di Federico Motta Editore nel promuovere presso le famiglie i propri prodotti così come nel rispettare il libero esercizio del diritto di recesso da parte dei propri clienti (sentenza depositata il 15/10/2013). Il TAR ha invece confermato la responsabilità nel non avere adeguatamente controllato e, dove necessario, tempestivamente sanzionato i comportamenti di determinati componenti della rete commerciale. Ha ridotto perciò alla metà la corrispondente sanzione, in considerazione dell’esiguità del fenomeno rispetto al complesso dell’attività aziendale e viste le misure correttive adottate dall’azienda.]

Di seguito si riporta la vicenda del 2012:

Due multe per un totale di 140mila euro in sanzioni per Federico Motta Editore, condannato al pagamento di una penale per ‘pratiche commerciali scorrette’ dall’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato.

Borsa: boom per RCS, a Piazza Affari è la settimana dell’editoria

Scritto da Redazione on . Postato in Editori

Strani movimenti in borsa per i titoli editoriali, in particolare per i titoli RCS Media Group, il gruppo editoriale internazionale di cui in Italia fanno parte Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, e le case editrici Rizzoli e Fabbri. Come riporta il quotidiano Piazza Affari, dalla scorsa settimana a oggi la quotazione del titolo in borsa è cresciuta del 156% circa, e venerdì scorso la chiusura in borsa era positiva del 20%. I motivi di uno spurt del genere risiedono nelle voci circa una prossima “ripatrimonializzazione della società”, afferma il quotidiano, e quindi futuri cambiamenti nel profilo azionario del gruppo. Per il momento, in calendario c’è un’assemblea dei soci convocata per il prossimo 16 ottobre. RCS Media Group, uno dei gruppi editoriali più importanti oggi esistenti sul suolo italiano, è attualmente in situazione di indebitamento per risolvere la quale si paventa, appunto, un’imminente aumento del capitale societario di 400 milioni di euro. Probabile anche la futura cessione di ulteriori asset dopo quella recente di Flammarion alla francese Gallimard.

La crescita netta di RCS a Piazza Affari sta trascinando anche gli altri titoli del comparto editoriale italiano. Ottime, infatti, le ultime performance di Mondadori e L’Espresso, in crescita del 12,73% a 1,24 euro e del 5,21% a 0,879 euro, rispettivamente. Crescita, più modesta, anche per Il Sole 24 Ore.

Fiera del libro di Delhi: l’India prova a rimontare il ritardo sul mercato ebook

Scritto da Redazione on . Postato in Eventi, Fiere e rassegne

 

La Fiera del libro in corso in questi giorni a Delhi vede per la prima volta una massiccia presenza di editoria ebook in mostra, ma anche di applicazioni appositamente pensate per i tablet e per il web. L’industria editoriale indiana è la terza al mondo dopo quella americana e quella britannica, con circa 95mila libri pubblicati ogni anno, e il potenziale per lo sviluppo del mercato ebook è dunque enorme, se si considera che attualmente sono meno di 40 gli editori indiani che già pubblicano in formato elettronico. L’occasione è ghiotta dunque per tanti distributori e piattaforme di ebook internazionali, tra cui ad esempio l’americana OverDrive che sta investendo molto nel mercato indiano, ma anche piattaforme di altri paesi presenti in Fiera: Cina, Pakistan, Russia, Germania oltre agli Stati Uniti. 

La percezione delle possibilità e degli spazi ancora tutti da esplorare sul mercato indiano va di pari passo con la prudenza con la quale i consumatori indiani hanno finora accolto la novità dell’elettronica nel libro. La diffusione degli ebook è infatti minima, se confrontata con la grandezza dell’industria complessiva del libro indiana, e a maggior ragione in confronto alla presenza degli ebook negli altri due mercati più grandi del mondo, quello britannico e quello americano; negli USA attualmente si stima che un adulto su 5 abbia letto almeno un ebook nella sua vita. 

Secondo il quotidiano Firstpost, la scarsa diffusione attuale della lettura di ebook in India dipende da una parte dal costo troppo elevato dei dispositivi di lettura e dall’altra dall’abitudine a usufruire gratuitamente dei contenuti digitali invece che a pagamento come avverrebbe nel caso degli ebook. Ricca, dunque, l’offerta di gadget per incuriosire il lettore e il futuro pubblico di acquirenti. Tra le novità ci sono per esempio le applicazioni di Vishv Books, una casa editrice di libri per bambini di Nuova Delhi che ha sviluppato un’applicazione per leggere le favole ai bambini direttamente da un apparecchio Android e in prospettiva, registrare le favole direttamente con la voce dei genitori.