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Il proprietario di Trony acquista FNAC: il crollo di un marchio, la svendita dei lavoratori, la dignità dei librai

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DPS Group, l’azienda italiana proprietaria dei marchi di punti vendita elettronici/elettrodomestici Trony e Sinergy ha acquistato dal fondo d’investimento Orlando Italy i cinque punti vendita rimasti in vita di FNAC Italia.

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FNAC, chiudono i punti vendita nei centri commerciali. Cassa integrazione per circa trecento di dipendenti

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FNAC Italia chiuderà temporaneamente i punti vendita attualmente dislocati in 3 centri commerciali a Roma, Torino e Firenze. Per i dipendenti dei rispettivi centri, più una parte dell’organico di Milano (dove si trovano anche gli Uffici centrali di FNAC Italia) inizia un periodo, non ancora definito, di cassa integrazione.

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Arezzo: i lavoratori rilevano la libreria Edison a rischio chiusura e si trasformano in librai indipendenti. “L’alternativa era fra autogestire il nostro lavoro, oppure perderlo”.

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La libreria Edison non chiude ad Arezzo, ma diventa una libreria indipendente grazie all’intraprendenza dei sei lavoratori lì impiegati fin dal giorno di apertura nel 2006, e che di fronte alle difficoltà in cui versa la casa madre Edison hanno deciso di rilevarla costituendo una loro società, la Biblion Srl, da sabato 13 ottobre nuova titolare della libreria. “Tecnicamente ciò che abbiamo realizzato si chiama ‘affitto di ramo d’azienda’”, spiega a Bibliocartina Irene Interlandi, una dei sei soci che hanno rilevato il locale, “nella fattispecie il ramo d’azienza relativo alla libreria di Arezzo”. Le librerie della società Edison, dislocate in tutto il territorio toscano, sono attualmente in liquidazione e un certo scalpore ha suscitato la vicenda della libreria Edison di Firenze la cui chiusura è per il momento rimandata a fine anno. La soluzione individuata dai sei librai aretini rappresenta dunque un’anomalia originale che potrebbe, chissà, dare spunto ad altri in direzioni simili. “L’alternativa era prendere l’iniziativa oppure perdere il lavoro”, spiega Irene Interlandi. “Non abbiamo avuto bisogno di rifletterci più di tanto, ci siamo trovati subito d’accordo su quale fosse la miglior cosa da fare: trasformare il punto vendita di catena in una libreria autogestita e indipendente“. Da un punto di vista della professione quotidiana “non è cambiato granché, abbiamo forse una maggior libertà e autonomia di scelta rispetto a prima, ma tutto sommato nella nostra che è sempre stata una libreria generica, dalla metratura consistente, abbiamo sempre privilegiato la varietà e continueremo a farlo. Il nostro obiettivo è conservare la nostra clientela, che è affezionata e non ha mancato di dimostrarcelo anche in questo frangente, e rimanere un punto di riferimento culturale per questa città continuando a lavorare con la stessa convinzione di sempre”.

Può una maggiore imprenditorialità essere una soluzione per la crisi che tante librerie di catena (per esempio FNAC, assurta agli onori delle cronache recenti) stanno attraversando in questo periodo? L’iniziativa dei sei librai aretini apre l’interrogativo.

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FNAC: sindacati, “l’Italia è esclusa dal piano d’impresa. L’intenzione è vendere entro fine 2012”

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FNAC si scorpora dal PPR Group per proseguire autonomamente il piano d’impresa 2011-2015, che prevede una crescita degli investimenti. Non in Italia però, dove in un comunicato unitario firmato dai sindacati Filcams Cgil – Fisascat Cisl – Uiltucs Uil si dichiara di aver avuto “una conferenza telefonica con la Fnac in particolare con Christophe Deshayes che ci ha aggiornati sulle decisioni prese rispetto all’assetto del gruppo e che verranno da loro comunicate con lettera a tutti i /le collaboratori/trici”. Per l’Italia, prosegue il comunicato dei sindacati, “è confermata la decisione di vendita con i tempi già definiti (entro fine 2012) e nonostante le nostre insistenze, legittimate dalla forte preoccupazione per il futuro delle/dei 600 lavoratrici/tori non ci è stato detto nulla in più se non il solito impegno di rivederci a novembre.”

Il comunicato termina annunciando che prosegue “la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, il coinvolgimento nelle realtà territoriali degli assessorati e la sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica. Attendiamo la convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.”

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FNAC: Consiglio di amministrazione PPR Group, “la società sarà scissa dal PPR e si costituirà in autonomia attraverso la quotazione in borsa”. Nessun riferimento specifico all’Italia né ad altri paesi.

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FNAC diventerà società autonoma scorporata dal Gruppo PPR e quotata in borsa, le azioni della società saranno distribuite agli attuali azionisti del gruppo PPR ma la nuova società si costituirà in piena autonomia. Questo in sintesi il senso del comunicato emesso dal PPR Group dopo il Consiglio d’amministrazione odierno. La società ha adottato unanimemente “il principio del merger and flotation” per FNAC, e che gli obiettivi di crescita dell’azienda fissati l’anno scorso da PPR con il piano “FNAC 2015” potranno comunque essere raggiunti nella massima autonomia societaria, permettendo al contempo al PPR di concentrarsi sui suoi due rami principali, Luxury e Sports & Lifestyle. Il gruppo ha infatti ceduto numerosi altri marchi e nello stesso comunicato si annuncia che sono ancora in essere, e lo saranno per i prossimi mesi, iniziative per la cessione del marchio Redcasts.

L’Amministratore delegato di FNAC Alexandre Bompard ha comunque dichiarato che lo scorporo dal PPR Group è parte per FNAC di una strategia di crescita, e non di chiusura, e che i termini della scissione saranno comunque sottomessi alle organizzazioni dei lavoratori nei paesi in cui FNAC è presente, e la scissione e  la messa in vendita delle azioni non inizierà prima del 2013. Nel comunicato non si fa alcun riferimento specifico all’Italia né ad altri paesi.7

 

aggiornamento ore 22:55: la situazione specifica dell’Italia è stata da poco resa pubblica dai sindacati in un comunicato unitario. Qui la notizia.

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FNAC, oggi in Italia tutti i negozi chiusi. “Adesione totale dei dipendenti, l’azienda pensa soltanto a salvare l’immagine del PPR Group presso le istituzioni, noi ancora senza una risposta”.

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Oggi 5 ottobre la pressoché totalità dei dipendenti FNAC in Italia (circa 600 persone) sciopera contro il silenzio dell’azienda e del gruppo cui fa capo, il PPR Group diretto da François-Henri Pinault, a fronte di annunci di dieci mesi fa stando ai quali tra meno di due mesi i negozi FNAC dovrebbero presumibilmente chiudere in Italia, e i dipendenti perdere il lavoro. “Siamo giunti allo sciopero dopo un mese intero di sit-in e richieste gentili in tutta Italia, cui l’azienda ha risposto con il silenzio assoluto nei confronti dei dipendenti”, ha dichiarato a Bibliocartina.it Giuseppe, un lavoratore FNAC di Milano. “Quel che è peggio, nei confronti di 20 persone che sfilavano davanti al negozio Gucci (parte dello stesso PPR Group) lo scorso 19 settembre a Milano, l’azienda ha chiamato la Digos, l’Amministratore Delegato FNAC intanto sta girando l’Italia facendo pubbliche relazioni nei confronti delle istituzioni per salvare l’immagine del Gruppo PPR, e noi veniamo bellamente ignorati, nonostante i sindacati avessero chiesto una risposta entro il 30 settembre. Perché l’amministratore delegato non viene a parlare con noi?”.

I presidi di sciopero di stamattina si tengono a Milano (dove sono convogliate anche Genova e Firenze), a Torino, a Verona, Napoli e Roma. L’immagine è tratta dal gruppo Facebook Salviamo Fnac attraverso il quale in questi mesi i lavoratori stanno raccogliendo solidarietà e raccontando le loro vicende e la loro lotta.

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Librerie: a Firenze chiude Edison, sfrattata da Feltrinelli, e vorrebbe aprire Apple. Ma la legge comunale attuale lo vieta, il sindaco Renzi la cambierà per far aprire l’Apple Store?

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La storica libreria fiorentina Edison si prepara a chiudere i battenti, ma le trattative in corso per il subentro fra Apple e il gruppo Feltrinelli, proprietario dello stabile, potrebbero essere inficiate da una legge comunale secondo la quale le librerie che chiudono possono essere riconvertite solo ad attività di carattere culturale, per almeno il 70% della superficie occupata. Mentre perdura la vicenda FNAC, ecco dunque altro caso di marchio librario che scompare in Italia (anche la Edison in franchising di Livorno sta per chiudere, come riporta il quotidiano La Nazione).

La società che gestisce la libreria Edison, aperta nella centralissima Piazza della Repubblica fiorentina fin dal 1996, è stata sfrattata dal gruppo Feltrinelli proprietario dello stabile, dopo una lunga vicenda giudiziaria che infine ha dato ragione ai proprietari. L’esecuzione dello sfratto è prevista per il 30 settembre, dunque a giorni, e giovedì sera scorso i 36 dipendenti della libreria hanno inscenato una protesta serale contro il destino del negozio e del loro lavoro. 

Come nei giorni scorsi hanno già comunicato più organi di stampa, è in corso una trattativa tra Feltrinelli ed Apple, fortemente voluta anche dal sindaco di Firenze Matteo Renzi, per l’acquisizione dei locali da parte del colosso americano. Tuttavia, le leggi comunali a salvaguardia del patrimonio culturale rappresentano un ostacolo serio alla conclusione della trattativa; il sindaco, come riferisce MacCitynet, dovrebbe trovarsi nella difficile situazione di dover convincere la sua maggioranza a modificare la norma a salvaguardia della cultura, per garantire Apple, la quale altrimenti dovrebbe dedicare alla vendita a malapena un 30% dello spazio snaturando così l’uniforme concetto degli Apple Store e ovviamente rinunciando a consistenti entrate. La modifica della norma, tuttavia, rappresenterebbe una evidente legge ad hoc, pensata per favorire una multinazionale, mentre nel frattempo 36 persone entro questo fine settimana perderanno il posto di lavoro.

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Il marchio di alta moda Marc Jacobs apre due librerie in Europa: “Comprare un libro è emozionante come un acquisto di moda”.

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Per un gruppo di moda internazionale che – forse – chiude le sue librerie, ce n’è un altro che continua ad aprirle. Marc Jacobs, celebre marchio statunitense del mondo della moda, ha infatti inaugurato le sue prime due librerie in Europa, una a Londra e una a Parigi, che seguono il primo negozio di New York, aperto a settembre 2010, e il secondo di Los Angeles inaugurato a Melrose nel novembre dello stesso anno. Nuove aperture sono previste a breve anche a Tokyo, Chicago e in altre località del mondo.

Le librerie “rappresentano un’estensione naturale del marchio”, come ha dichiarato il presidente di Marc Jacobs Robert Duffy ai media. “Acquistare libri è emozionante esattamente come un acquisto di moda, prova ne sia il fatto che gli stessi negozi di moda Marc by Marc Jacobs presentano al loro interno sezioni dedicate alla vendita dei libri, che riscuotono enorme successo”. Il negozio di Londra, che sarà inaugurato a breve, si situa al piano inferiore dell’attuale store Marc by Marc Jacobs nel West End della città, mentre quello di Parigi si affaccia su Place du Marché Saint-Honoré, nel I arrondissement. I negozi Book Marc vendono libri, accessori di alta categoria e prodotti tecnologici, ma anche volumi fotografici e librari legati all’alta moda dall’elevato valore di mercato, tra cui ad esempio i volumi contenenti i lavori del fotografo svizzero Karlheinz Weinberger, di cui ogni copia vale migliaia di euro.

La sinergia tra libri e alta moda non è certo esclusiva del marchio Marc Jacobs. Karl Lagerfeld fondò le librerie 7L a Parigi, nel VII arrondissement, nel dicembre 1999. Ed è nota ai lettori di Bibliocartina.it la vicenda del Gruppo PPR, proprietaria del marchio e delle librerie FNAC, i cui dipendenti sono in mobilitazione da settimane in vista di una prossima chiusura dei punti vendita italiani, data a intendere a inizio 2012 dal management del gruppo ma tuttora non confermata né smentita. Potrebbero mai, i negozi FNAC attuali, trasformarsi in Gucci Book Store? La domanda è una semplice nostra fantasia e illazione, non ha in alcun modo carattere di notizia e non si basa su nessun tipo di indiscrezione né di anticipazione. Semplicemente negli ultimi giorni Bibliocartina ha provato di nuovo a mettersi in contatto con il PPR Group per avere notizie sul futuro di FNAC, ma dai centralini siamo stati indirizzati, e continuamente rimbalzati, sugli uffici di Gucci tra Firenze e Milano, senza riuscire a dialogare con nessuno. Da qui, incrociando questa circostanza con la notizia delle librerie Book Marc, la nostra fantasia. Come soluzione potrebbe  persino avere una sua coerenza, specie per un Gruppo così fermamente deciso a concentrarsi sul settore Lusso e moda come PPR. Ma è difficile ritenere che basterebbe per salvare i 600 posti di lavoro attuali.

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FNAC, la mobilitazione dei dipendenti questa sera arriva a Roma

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La protesta dei lavoratori FNAC Italia, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, continua e arriva oggi a Roma a Piazza del Popolo, alle 21.30. Allo stesso modo che a Milano, la mobilitazione segue dunque il calendario della Vogue Fashion Night out, evento cittadino legato al mondo della moda. Lo ricordano infatti gli stessi dipendenti FNAC nel comunicato di mobilitazione che hanno scritto: “la scorsa settimana a Milano in occasione della Vogue Fashion’s Night Out, i dipendenti di Fnac Italia – a rischio chiusura – hanno manifestato in via Montenapoleone di fronte a Gucci, marchio di punta del Gruppo PPR, di cui Fnac fa parte”. Oggi la manifestazione è prevista a Roma, mentre il 18 settembre sarà a Napoli, come aveva comunicato a Bibliocartina nei giorni scorsi anche Giuseppe, un dipendente FNAC che abbiamo intervistato. A Roma il gruppo FNAC possiede un punto vendita situato nel Centro Commerciale “Porta di Roma”, che impiega circa 50 dipendenti. A Napoli, invece, il punto vendita si trova nel popoloso quartiere del Vomero.

I lavoratori FNAC Italia, che hanno ottenuto già numerose espressioni di solidarietà da clienti e amici, in particolare attraverso la loro attiva pagina Facebook, chiedono all’azienda un pronunciamento chiaro e tempestivo sulla situazione del marchio e dell’azienda nella penisola. Protestano contro il fatto che, a fronte di dichiarazioni del gennaio scorso in cui il management del gruppo sosteneva che non ci fossero più le condizioni per investire in Italia per FNAC, nei nove mesi successivi nessuno si sia preoccupato di comunicare con i dipendenti e di metterli in condizione di conoscere il proprio destino in FNAC. A questo proposito, Bibliocartina ha interpellato due giorni fa la Responsabile dell’Ufficio Stampa internazionale FNAC Gaëlle Toussaint la quale ha fatto riferimento a una possibile dichiarazione dei vertici prevista la prossima settimana.