Dylan-Dog

Speciale Graphic Novel: un settore d’eccellenza per l’Italia, su cui manca l’informazione (I)

Scritto da Redazione on . Postato in Editori, Eventi, Fiere e rassegne, In evidenza, Libri

Siete già a Lucca? Da oggi fino a domenica 3 novembre i fari saranno puntati su Lucca Comics and Games 2013, la manifestazione più importante per gli amanti del fumetto, dei videogiochi e della graphic novel. Proprio su quest’ultima, genere letterario in prepotente ascesa in Italia, l’Associazione Italiana Editori ha curato per l’occasione uno studio di mercato. Destinata a un pubblico adulto, la graphic novel, trae in molti casi origine dal fumetto seriale ma si è già affermata come un genere distinto, di cui però, sottolinea il rapporto AIE, non è facile tracciare con precisione le vendite, poiché gli istituti di ricerca sul mercato librario non raccolgono dati sulla vendita dei prodotti né dalle edicole né dalle fumetterie, ovvero due fra i canali più importanti di vendita di questo tipo di libri, oltre ovviamente alle librerie fisiche e online. Nelle edicole le graphic novel sono vendute come prodotti collaterali a giornali e riviste, con alcuni casi editoriali di clamoroso successo quali la collezione “Tex” allegata a La Repubblica, che ha venduto nel tempo, secondo quanto affermato da Roberto Recchioni (curatore di Dylan Dog) a luglio scorso ne “Il giornale della libreria”, 27 milioni di copie. La mancata raccolta dei dati presso questi canali di vendita da parte di istituti preposti alla loro analisi è uno dei motivi per cui, fra l’altro, in Italia non è dato conoscere con precisione le dimensioni del mercato del fumetto, di cui si sa, però, che è non solo ben superiore a quello della graphic novel in Italia, ma anche molto più sviluppato del corrispondente mercato in altri Paesi, Stati Uniti compresi (dove “tutti i numeri di Sandman hanno venduto, nel mondo, meno di un singolo numero di Tex”).

In base, dunque, a quanto analizzato da Informazioni Editoriali (uno degli istituti di analisi di cui sopra), sappiamo che in Italia “nel 2012 sono stati pubblicati dalla nostra editoria 1.722 titoli di opere classificate come «graphic novel» nel Catalogo dei libri in commercio. Sarebbero l’2,6% dei 66.390 titoli (novità + riedizioni) che lo scorso anno le case editrici italiane hanno immesso sul mercato, e il 10,8% della fiction totale”. Numeri significativi: tuttavia di questi titoli non conosciamo la tiratura né dunque, sottolinea il documento AIE, il potenziale distribuito.

Il fumetto dunque, tanto come genere a sé stante quanto come forma d’ispirazione per la graphic novel rappresenta una delle (poche) eccellenze dell’industria editoriale italiana. Eppure i suoi numeri, per gli analisti, rimangono ancora avvolti nel mistero. Tale mancanza è uno di quegli elementi che dimostrano inequivocabilmente quanto l’editoria italiana sia indietro rispetto alle sfide che il mercato odierno pone, con le sue rigide classificazioni che non seguono il passo della fluidità dei linguaggi narrativi contemporanei; quella caratteristica che fa sì che oggi in edicola si possano comprare i film, in libreria il vino, e su un blog sia possibile pubblicare un romanzo. Quest’ultimo è esattamente il caso del fenomeno graphic del momento in Italia: Zerocalcare. (continua qui)

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