Il manifesto ODEI

Speciale Editori indipendenti: a Più libri più liberi il manifesto dell’Osservatorio ODEI, “il vero bestseller della Fiera” (I)

Scritto da Redazione on . Postato in Editori, Eventi, Fiere e rassegne

Nei primi soli 2 giorni ne sono state distribuite, ad personam, più di 5.000 copie: “il vero bestseller della Fiera”, come l’hanno definito alcuni editori. A “Più libri più liberi” circolava un po’ ovunque il Manifesto di ODEI, l’Osservatorio degli Editori Indipendenti, firmato da circa 75 editori medio-piccoli italiani, più diversi altri che si sono aggiunti nel corso della Fiera stessa. Nato dal dialogo iniziato fra alcuni editori “sulle scalette del Palazzo dei Congressi dell’EUR lo scorso anno”, e per alcuni qualche mese prima durante il Pisa Book Festival del 2011, il Manifesto è forse il primo tentativo mai avvenuto in Italia di creare rete tra editori indipendenti, al di fuori delle appartenenze associative (ma non contro di esse) e cominciando da una comunione d’analisi e d’intenti attorno all’idea di libro e di editoria, pur nelle enormi differenze tra una casa editrice e l’altra in termini di linea editoriale ma anche da un punto di vista umano: attorno a ODEI si raccolgono infatti editori di lunga storia, quali Gino Iacobelli di Iacobelli Editore o Angelo Leone di Stampa Alternativa, ma anche giovani imprenditori del mondo del libro, come Annalisa Proietti di gran vía edizioni, o Roberto Speziale e Giuseppe Schifani di :due punti edizioni, o ancora editor di nuova generazione quali Andrea Staid di elèuthera, con una guida che, perlomeno in questa prima fase, è stata prevalentemente femminile. Il Manifesto è stato redatto infatti, nella sua prima bozza, da Ilaria Bussoni, editor di DeriveApprodi, e Angela Manni di Manni Editore, “ed è stato poi ulteriormente limato e arricchito attraverso un brainstorming telematico collettivo tra decine di editori. Un tentativo di costruire un pensiero e uno spirito comune, “quale non era mai avvenuto prima tra noi editori abituati a pensare ognuno per sé”, hanno commentato a Bibliocartina Angelo Leone e Gino Iacobelli.

Quali sono dunque le questioni più cruciali affrontate nel Manifesto? Innanzitutto l’approccio olistico al libro e alla cultura. Non soltanto il libro non è una merce e basta, ma è un vero e proprio mondo nel mondo:

Il libro inteso come ecosistema complesso, nella varietà delle sue forme e delle sue articolazioni, nelle sue diversità bibliografiche e nell’estensione dei viventi che lo abitano. Dire “bibliodiversità” significa immaginare i soggetti vivi, fatti di carne e ossa, che tale “bibliodiversità” fanno esistere, siano essi autori, editori, librai, docenti, bibliotecari o lettori.

Come conservare e far crescere in modo sano l’ecosistema libro, oggi minacciato dagli squilibri di una “mano invisibile del mercato che non governa granché”? ODEI propone, nel suo Manifesto, una serie di strumenti. La creazione di una istituzione del mondo libro, la possibilità di muoversi per gli attori dell’ecosistema, inteso sia come mobilità di competenze e di carriere, per uscire dalle chisure dei corporativismi professionali, sia come possibilità di spostarsi all’estero e far viaggiare le idee editoriali italiane istituendo programmi di scambio appositi. Ancora, agevolazioni pubbliche non agli editori in stile ‘assistenza alle imprese’, bensì al mondo dei libri in senso più ampio, per esempio ai librai indipendenti per ottenere canoni d’affitto agevolati, o risorse per l’acquisto di fondi-catalogo che possano garantire una maggiore longevità dei libri nelle librerie, o fondi per creare “piattaforme distributive di libri digitali”, prendendo a riferimento il modello francese di sostegno all’economia del libro a tutto tondo. Ma anche strumenti fiscali che incentivino l’acquisto dei libri, quali la deducibilità dell’acquisto dei libri dalle tasse, e una maggiore trasparenza da parte degli stessi editori nel dichiarare da dove provengono le risorse economiche che permettono loro la pubblicazione di un libro, quando si tratta di finanziamenti pubblici (per esempio i fondi delle Università). Ma ancora, tra le questioni più delicate sollevate dal Manifesto ODEI, c’è la richiesta di misure “che limitino lo squilibrio tra chi può dettare prezzi e condizioni, in virtù di un “potere” di concentrazione, e chi non ha altra scelta se non accettarli”. In questo passaggio risiede una delle ragioni più profonde alla radice della nascita di ODEI. Come nel famoso disegno in cui tanti pesci piccoli si dispongono a forma di grande pesce per divorare il divoratore, così oggi gli editori indipendenti, di fronte alla crisi radicale del settore, hanno capito che è necessario fare squadra per contrastare le posizioni dominanti nel mercato e le pratiche ad esse legate. In primis, i problemi relativi alla distribuzione libraria. (continua)

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