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Letteratura erotica: tra diffusione degli eBook e boom del pornorosa, nuove case editrici crescono

Scritto da Redazione on . Postato in Editori, In evidenza, In redazione, Libri

L’editoria nel 2012 è stata salvata dal pornorosa? Così è senz’altro guardando al bilancio della divisione Mondadori Libri reso noto qualche giorno fa: la trilogia erotica di E. L. James (50 sfumature di grigio, di nero, e di rosso) ha venduto nel 2012 3 milioni 300mila copie in edizione cartacea e 130mila circa in eBook, piazzandosi per quasi tutto l’anno ai vertici della classifica nazionale di vendite. Anche la seconda trilogia pornorosa (così abbiamo scelto di tradurre la locuzione “mummy porn”, che in inglese indica la letteratura che tratta di contenuti erotici ma inquadrati in classicissime storie romantiche al femminile) “Crossfire” di Silvia Day ha riscontrato, pur in misura minore della precedente, un ottimo consenso di pubblico specie in questi primi mesi del 2013. Per capire la differenza in volumi di vendita con altri generi e altri autori pur largamente apprezzati dal pubblico italiano, basti sapere che sempre in casa Mondadori, L’inverno del mondo di Ken Follett ha registrato nel 2012 vendite per 300mila copie cartacee e 40mila eBook.
Nell’anno della crisi nera dell’editoria, le storie d’amore ad alto tasso di rappresentazione erotica (ma con un linguaggio particolarmente edulcorato, specie nel caso di 50 sfumature) sembrano dunque essere l’unica leva di sopravvivenza per il più grande editore italiano e conseguentemente per i numeri dell’intero mercato editoriale. Che cosa succede, invece, sul fronte della letteratura erotica classica? Sta beneficiando del ‘boom’ pornorosa del momento, oppure continua a seguire binari paralleli? E che conseguenze sta avendo per questo genere la crescita – per quanto tuttora contenuta – della più discreta lettura in digitale? In Italia per lungo tempo la “Biblioteca dell’Eros – Es” della casa editrice SE di Milano è stata la casa editrice erotica per antonomasia. Ma l’avvento della lettura in digitale e le trasformazioni in corso nel mondo editoriale stanno portando nomi nuovi alla ribalta. Bibliocartina ha dialogato con Daniele Aiolfi, editore di Eroscultura.com e Giorgio Lonardi, responsabile con Desideria Marchi di Lite-Editions; case editrici giovani, entrambe con pochi mesi di vita alle spalle, e incentrate sulla vendita di eBook erotici. “Noi di Eroscultura” racconta Aiolfi “siamo nati nel luglio del 2012, sconosciuti, totalmente digiuni del settore editoriale e, pur facendo ancora numeri limitati rispetto alle vecchie grandi case, dai primi mesi siamo cresciuti del 400% e saliamo ogni mese, e ogni settimana mi giungono nuovi manoscritti. Ahimè, non tutti pubblicabili, ed è sempre un grande dispiacere dire di no a chi ha fatto la fatica di scrivere, ma nel nostro nome non c’è scritto solo Eros, c’è anche Cultura. E se non passa il severo giudizio della mia bravissima editor Maria Grazia Beltrami, l’opera non va avanti”. Letteratura erotica, dunque, altamente selezionata e ben curata, anche dal punto di vista editoriale, senza ammiccare alle mode del momento. Ha le idee chiarissime su questo l’editore Aiolfi: “Con il dovuto e doveroso rispetto della arci fortunata trilogia della James, le differenze fra questa letteratura e la nostra non sono poche”, afferma. “I nostri romanzi e racconti assomigliano più alla vita vera che alle fiabe. I nostri personaggi sono persone normalissime che hanno in comune una sola cosa: sono  passionali e vivono il sesso con passione e naturalezza. I “mummy porn” mi paiono più operazioni commerciali (e lo dico con rispetto, visto che gli scrittori, alla fine, devono vendere e gli editori pure) belle fiabe con personaggi abbastanza irreali e lievemente stereotipati, lui bellissimo, ricchissimo, fighissimo, lei povera Cenerentola cui la natura ha regalato un corpo da favola e un visino d’angelo, il cervello non viene menzionato, vivono situazioni che nella vita reale saranno capitate a 3-4 persone al massimo in tutto il mondo. Insomma, dei degnissimi romanzi rosa in salsa piccante con una spolverata di sesso qua e là. Noi preferiamo raccontare storie più aderenti alla realtà quotidiana, di donne e uomini a volte felici, a volte disperati, ma sempre senza ipocrisia, con un linguaggio a volte duro, crudo, ma vero, che è poi quello che tutti usiamo nella vita di tutti i giorni. Nessuno direbbe mai all’amante “Cara, mi succhi il pene?” salvo farla piegare in due dalle risate e vederla fuggire a gambe levate. Noi trattiamo di tradimenti, di amore, di voglia di sesso per il gusto di farlo, di rapporti omosessuali, di vendette all’interno di coppie. Alcune sono storie vere, altre surreali e divertenti, oltre che erotiche, talune drammatiche. Prenda Incesto, parla di un problema esistente, reale, c’è pure un film in circolazione in questi giorni, sul sesso degli handicappati. A parte il finale, la storia è vera, eppure, con quel titolo scandaloso, si vende a fatica. Ma è l’unico titolo che fa’ fatica, gli altri vendono bene”.

Anche per Lonardi di Lite-Editions ciò che i lettori di narrativa erotica richiedono è una maggiore aderenza alla realtà: “le donne, le lettrici, non si accontentano più delle storielle in cui lui e lei s’incontrano, superano ostacoli e malintesi, si baciano e magari vanno a letto. Oggi prevale la richiesta è di un realismo maggiore, di un’aderenza alla vita vera, di una credibilità dei testi. E così magari lui e lei prima vanno a letto e poi, forse, scoppia l’amore. Contano le emozioni, quindi, ma conta anche quello che avviene sotto le lenzuola”. Il realismo sembra dunque essere la vera cifra che distingue il filone mummy porn dalla letteratura erotica ‘classica’, anche se nel caso di Lite-Editions non viene disdegnata la contaminazione con altri generi: il noir, la letteratura di viaggio e lo stesso mummy porn. Laddove il pornorosa, come ha raccontato anche qualche tempo fa la traduttrice Silvia Zucca, appare come una sorta di trasposizione in chiave erotica del classico sogno del principe azzurro, la letteratura erotica vuole parlare di gente comune e rappresentare l’erotismo come la maggior parte delle persone lo vive e lo immagina nella vita quotidiana, tenendo conto innanzitutto delle donne, tanto come lettrici (più forti in generale degli uomini), quanto come protagoniste. Il riferimento classico per eccezione in questo senso è, per Lonardi, “Anaïs Nin puntando la lente d’ingrandimento sui Diari. Dunque il punto di vista di una donna colta, tormentata, una grande scrittrice,  sul rapporto fra amore ed erotismo, sesso ed emozioni”. Secondo l’editore “sia negli Usa sia in Italia è cambiato il rapporto fra le donne e il sesso. Fin dall’inizio (mi riferisco alla fine del 2011 quando stavamo ancora lavorando alla costruzione del progetto Lite Editions) il nostro obiettivo è stato proporre al mercato short story erotiche di qualità ispirandoci al modello Usa di case editrici americane di genere come Ellora’s Cave e Samhain. L’idea di base era che anche in Italia fosse arrivata l’ora di sdoganare il porno puntando su una scrittura capace di giocare sulle emozioni e sul desiderio. E inserendo testi espliciti, a volte dal linguaggio crudo, all’interno di trame avvincenti in cui spiccano personaggi credibili capaci di coinvolgere le lettrici. Perché negli Usa e in Italia la maggioranza dei lettori, come avrebbero confermato in seguito le statistiche della pagina Facebook di Lite Editions,  è donna”. Anche per Aiolfi è in atto una sorta di cambiamento antropologico: “dai tempi di Ovidio, passando per Choderlos de Laclos con il suo Le relazioni pericolose, per non parlare del divino marchese (de Sade, ndr) e della sua Filosofia nel budoir, la letteratura erotica è sempre esistita, solo che prima veniva “occultata” con altre etichette, all’interno di altri temi o novelle. Oggi non ci si vergogna più a comprarla e leggerla. Anzi, diviene un’ostentazione girare con le  “sfumature” in mano. E devo dire che il libro elettronico ha dato impulso al fenomeno, non a caso siamo nati e vendiamo solo ebook. A parte l’economicità, l’ebook offre discrezione a chi lo legge. Nascosto nei file di un computer o tablet o smartphone, nessuno vede cosa sto leggendo e poi non lo devo riporre nell’angolo più nascosto della mia libreria. In ogni caso – aggiunge Aiolfi – stiamo valutando anche di proporre la versione cartacea per gli irriducibili e le/gli “coraggiose/i” che non si vergognano di farsi vedere in giro con libri che in realtà piacciono al 90% della popolazione, anche a chi non lo ammette”. Anche Lite Editions privilegia nettamente gli eBook. “Non ingombrano e non s’impolverano”, sostiene l’editore Lonardi. “Gli eBook sono discreti: sprovvisti di copertina non rivelano le fantasie o gli interessi sessuali della signora che li sta leggendo sul Frecciarossa, in tram o nella sala d’aspetto del dentista. Non è un caso se noi pubblichiamo soprattutto short story per i momenti di pausa della vita quotidiana (30-40 minuti di lettura che grazie alla formula del feuilleton a puntate si possono trasformare in un vero e proprio romanzo) che si possono leggere facilmente sullo smartphone come sul tablet e sull’ereader.” Una scelta che premia anche dal punto di vista commerciale: “Lite Editions, dopo un periodo di rodaggio, è pienamente operativa di pochi mesi. Oggi i nostri download marciano ad un ritmo di circa 1.500 al mese (dati di febbraio) con una tendenza a crescere di circa il 20%-25% ogni 30 giorni”.

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