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Legge stabilità, l’IVA per gli ebook al 4% è legge. La FIEG: “Bene, ma giornali e riviste sono discriminati”.

Scritto da Redazione on . Postato in Editori, Politica

La legge di stabilità (quella che un tempo si sarebbe chiamata "Finanziaria") è passata ieri alla Camera ed entrerà dunque in vigore a gennaio prossimo. Fra le principali novità per il mondo del libro, la riduzione dell'IVA al 4% per gli ebook. Un cambiamento su cui molto si erano spesi negli ultimi mesi l'Associazione Editori e il ministro della Cultura Dario Franceschini anche attraverso la campagna social #unlibroeunlibro.

Grande la soddisfazione dell’AIE – Così recita il comunicato dell’AIE: “L’Italia ha scelto e cambia dal 1 gennaio. Una vittoria per il Paese e per il mondo del libro. Adesso l’obiettivo, insieme al Governo, è far cambiare idea a tutta l’Europa”. “Ora possiamo davvero dire che #unlibroéunlibro: dal 1° gennaio gli ebook in Italia saranno trattati come libri anche ai fini fiscali”. Una “vittoria per il Paese e non solo per il mondo del libro”: queste le parole del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo in occasione dell’approvazione della legge di stabilità che sancisce definitivamente l’applicazione dell’iva al 4% – e non più al 22% – ai libri digitali, come per i libri di carta. “L’Italia riconosce così ufficialmente che un libro è un libro, al di là del supporto  – ha proseguito – In questo modo si aprono scenari nuovi per la lettura in Italia: per questo è una vittoria di tutto il paese. Un successo per chi legge, per chi non lo fa e potrà scegliere la modalità di lettura, una vittoria del buon senso prima di ogni altra cosa”. “Il risultato eccezionale – ha dichiarato il presidente degli editori italiani, ricordando la campagna che ha sostenuto la proposta – è frutto dell’impegno di oltre 40mila pollici in giù, degli autori, dei lettori, degli editori. Una mobilitazione di massa senza precedenti di tutti coloro che amano i libri. Un grazie sentito al Parlamento, al Governo, all’impegno preciso e costante del Ministro Dario Franceschini, alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al lavoro congiunto e trasversale di maggioranza e opposizione e soprattutto degli onorevoli Antonio Palmieri e Flavia Piccoli Nardelli”. “L’Italia ha scelto e cambia dal 1 gennaio – ha concluso Polillo –. Adesso l’obiettivo, insieme al Governo, è far cambiare idea agli altri paesi d’Europa”.

La preoccupazione per la procedura d’infrazione – In questi mesi si è più volte detto delle possibilità che la Commissione Europea apra una procedura d’infrazione contro l’Italia per violazione delle norme sull’equiparazione dell’IVA a livello europeo, a parità di prodotti e servizi. In realtà le considerazioni da fare sono almeno due: la prima è che se è vero che Francia e Lussemburgo sono andate incontro a procedura d’infrazione per aver ridotto l’IVA sugli ebook, è altrettanto vero che la Corte di Giustizia europea si è espressa in merito lo scorso settembre, attraverso una sentenza che dai più è stata ignorata in questo paese ma che crea un precedente importante ai fini della novità di legge italiana. La Corte di Giustizia europa ha affermato che va salvaguardato il principio della neutralità fiscale, il quale “osta a che beni o prestazioni di servizi simili, che si trovano in concorrenza gli uni con gli altri, siano trattati in modo diverso dal punto di vista dell’IVA”. Se e come i libri di carta offrano beni o prestazioni di servizi simili ai libri elettronici o agli audiolibri, spetta agli Stati membri stabilirlo: per farlo occorre “tenere conto del punto di vista del consumatore medio. Beni o prestazioni di servizi sono simili quando presentano proprietà analoghe e rispondono agli stessi bisogni presso il consumatore, in funzione di un criterio di comparabilità nell’uso, e quando le differenze esistenti non influiscono in modo considerevole sulla decisione del consumatore medio di optare per l’uno o per l’altro di detti beni o prestazioni di servizi”.

La questione è semplicissima, dunque: per evitare qualsiasi procedura d’infrazione gli editori italiani non dovranno innovare, ma far sì che i loro eBook non siano altro che la fotocopia digitale dei libri cartacei. Qualunque genere di valore aggiunto in virtù della natura tecnologica del prodotto comporterebbe una risposta a bisogni diversi del consumatore e una non comparabilità dell’uso. In quel caso l’IVA andrebbe applicata all’aliquota piena.

Unlibroèunlibro, ma un giornale non è un giornale? – La novità dell’IVA al 4% è stata commentata anche dalla FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali), che ha salutato con favore la scelta annunciando tuttavia il proprio disappunto per la “mancata estensione ai quotidiani e periodici online e ai servizi delle agenzie di stampa del trattamento fiscale riservato agli e-book”, come si legge in una nota pubblicata dal Sole 24 Ore.

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