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Joint venture Feltrinelli/Messaggerie: “Accordo non riguarda l’aspetto promozionale”. Per PDE “unica alternativa alla chiusura”. ma i lavoratori scioperano

Scritto da Redazione on . Postato in Editori, In evidenza, Librerie

Appena giunta la notizia ufficiale dell'OK dell'Antitrust alla creazione di una Joint Venture fra i gruppi Messaggerie e Feltrinelli per la costituzione di una holding, approfondiamo il parere rilasciato dall'Antitrust. 

Il primo aspetto da evidenziare, anche in considerazione di quanto scritto nei giorni scorsi su questo stesso sito, è che, diversamente da quanto dichiarato anche dal Presidente Piccoli Editori Antonio Monaco a Bibliocartina nei giorni scorsi, è previsto che la joint venture non si  occupi di aspetti legati all’attività promozionale, come si legge nella relazione dell’AGCM: “Le attività che verranno (…) svolte in comune dai Gruppi Messaggerie e Feltrinelli attraverso la Holding riguarderanno esclusivamente gli aspetti logistici e della distribuzione e segnatamente: (i) la ricezione degli ordini; (ii) la gestione dei magazzini; (iii) le consegne; (iv) la fatturazione; (v) la gestione degli incassi, dei resi e degli insoluti da parte delle librerie”, si legge nella relazione dell’Autorità garante della Concorrenza e del mercato.

“Obiettivo dell’operazione”, si legge nel documento, “è la creazione di sinergie tra i due gruppi nell’attività di distribuzione dei libri, attraverso lo sfruttamento di economie di scala relative alla razionalizzazione delle scorte, alla massimizzazione della saturazione dei mezzi di trasporto e alla minimizzazione dei relativi costi, alla razionalizzazione del piano consegne, alla diminuzione dei corrispettivi pagati alle società di logistica terze. In relazione alla qualificazione della joint venture, la stessa possiede le caratteristiche dell’impresa comune full function in quanto autonoma sotto il profilo operativo. La costituenda società eserciterà, infatti, stabilmente tutte le funzioni di un’entità economica autonoma essendo dotata di risorse sufficienti per operare in maniera indipendente e duratura sul mercato.
 
L’impresa comune, infatti, per il tramite delle menzionate società operative possiede le infrastrutture specifiche per lo svolgimento delle attività commerciali quali scorte di prodotti, magazzini, personale di servizio e di vendita. Nel caso di specie la presenza delle imprese madri sui mercati a monte e a valle e i conseguenti rapporti commerciali che la Holding intratterrà con esse
non inficiano la natura full function della joint venture in quanto dall’esame dei fatturati delle imprese operative che saranno controllate dalla Holding si evince che oltre il 50% dei libri distribuiti dalle stesse nel 2013 sono stati venduti a soggetti terzi ai rispettivi gruppi di appartenenza. Anche con riguardo agli acquisti, è possibile rilevare che oltre il 50% dei libri distribuiti sono stati acquistati da case editrici non facenti parte dei Gruppi Messaggerie e Feltrinelli.”
Non si profila perciò, secondo l’Antitrust, una possibilità di vizio del mercato, nonostante gli interessi che tanto Messaggerie quanto Feltrinellli intrattengono nei vari rami nella filiera editoriale. L’operazione si profila come un classica concentrazione industriale volta all’ottimizzazione delle risorse e interesserà  solo il piano della distribuzione.
Con quali conseguenze, dunque, sul futuro degli attuali lavoratori? Nei giorni scorsi a Firenze 27 addetti alla distribuzione attualmente in capo al gruppo Feltrinelli hanno scioperato contro il silenzio sul proprio destino, come riporta anche un comunicato della CGIL Toscana. Al momento, secondo quanto hanno dichiarato alcuni funzionari della CGIL in occasione dell’inaugurazione della prossima libreria Feltrinelli alla Stazione di Santa Maria Novella a Firenze (qui l’articolo del Firenze Post) prevista per il 9 dicembre prossimo, la sorte dei lavoratori appare incerta.
PDE, la fusione come unica alternativa alla chiusura – Tuttavia, leggendo il rapporto dell’Antitrust, sembra di capire che il futuro di PDE sarebbe stato segnato, in caso questa fusione non si fosse realizzata, e che anzi fra le conseguenze della mancata a fusione ci sarebbe stata anche un’emorragia di posti di lavoro: “Le Parti hanno evidenziato in sede di audizione che lo scenario controfattuale vedrebbe o una drastica riduzione dell’attività di PDE (società del gruppo Feltrinelli dedicata alla distribuzione) o addirittura una cessazione dell’’attività da parte della stessa, posto che la suddetta società è in sofferenza presentando da ormai alcuni anni un bilancio in perdita ed essendo stata costretta già a ricorrere a ricapitalizzazioni e finanziamenti. Le difficoltà economiche in cui versa PDE e la prospettiva concreta di un’incapacità di mantenere il livello di attività e le condizioni di servizio attuali che potrebbe condurre all’uscita della società dal mercato, sono state, altresì, confermate dall’Amministratore Delegato di PDE in sede di audizione. In considerazione dei dati descritti, le Parti hanno, dunque, affermato che, in caso di mancata conclusione dell’operazione, sono in astratto prospettabili due scenari, ovverosia (i) una forte riduzione del personale e corrispondente riduzione degli editori distribuiti, con concentrazione su quelli ritenuti maggiormente redditizi, oppure (ii) la cessazione dell’attività di distribuzione in quanto non ritenuta strategica per EFFE 2005. (continua)
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