Fandango

Editoria 2013, le nostre domande per Mario Desiati (Fandango). Che cosa significa coraggio nelle scelte editoriali?

Scritto da Redazione on . Postato in Autopubblicazione, Autori, Editori, In evidenza

Qualche tempo fa, in un’intervista a Bibliocartina, lo scrittore e sceneggiatore televisivo Mauro Casiraghi ebbe modo di spiegare ai lettori perché aveva deciso, dopo aver avuto un discreto successo nel 2007 in occasione del suo romanzo d’esordio, di autopubblicare il suo secondo romanzo Un chilo di cenere. “Grazie ad Amazon e con l’aiuto del mio agente letterario”, ci disse Casiraghi, “creo un’alternativa allo scarso coraggio degli editori”, compreso editori di case editrici indipendenti o presuntamente coraggiose, le quali tuttavia, pur incoraggiando lo scrittore ad andare avanti, gli hanno risposto “il romanzo è valido, ma non possiamo pubblicarlo, perché non sapremmo come promuoverlo”. Tra i numerosi dinieghi (Casiraghi aveva interpellato tutte le case editrici grandi e medio-piccole italiane, tranne Feltrinelli), accompagnati da “attestati di stima che mi sono serviti a decidermi a provare con l’autopubblicazione”, nell’intervista era citato anche Mario Desiati, scrittore, giornalista e direttore editoriale della casa editrice Fandango Libri. In occasione della fiera “Più libri più liberi” del dicembre scorso Bibliocartina ha interpellato Desiati proponendogli un dialogo che avesse per tema proprio lo “scarso coraggio” degli editori e il significato della parola ‘coraggio’ in editoria. Tema quanto mai caldo nella riflessione del nostro interlocutore, visto che nei giorni appena precedenti lo stesso Desiati aveva affermato, in un’intervista concessa al portale “Libreriamo”, che l’intento di Fandango è “pubblicare libri che nessun altro ha il coraggio di fare“. Desiati si è detto sul momento disponibile ma non ha mai risposto alle domande che gli abbiamo inviato nonostante i nostri solleciti. Poiché, tuttavia, parte della filosofia editoriale di Bibliocartina è il motto “Potresti non ricevere mai risposte, ma non rinunciare mai alle tue domande“, abbiamo deciso come già altre volte in passato di pubblicare ugualmente le domande di interesse più generale rivolte a Desiati. Le riteniamo infatti valide per aprire discorsi più ampi e per questo le giriamo anche ad altri editor che avranno eventualmente voglia di rispondere, o di nuovo allo stesso direttore editoriale Fandango, quando lo desidererà.

Ecco l’intervista:

In una recente intervista a Bibliocartina, lo scrittore Mauro Casiraghi ha raccontato di aver deciso di autopubblicarsi su Amazon dopo aver ricevuto da numerosi editori (compresa Fandango) un rifiuto al suo secondo romanzo, motivato “dall’impossibilità di promuovere il libro”, però accompagnato da apprezzamenti sulla qualità dell’opera. Trattandosi di un libro di non immediata lettura, mal si attaglierebbe – così Casiraghi ci ha spiegato i rifiuti ricevuti – alla logica dello scaffale, ovvero alla necessità di realizzare il picco di vendite nei primi 30 giorni di vita, prima di far posto a qualcun altro. Ci piacerebbe ricevere alcune sue considerazioni in merito.

È vero che anche voi piccoli e medi editori italiani state perdendo coraggio nelle vostre scelte editoriali e privilegiate sempre di più la storia ad effetto su altri tipi di romanzi che hanno bisogno di decantare maggiormente?

Che cosa significa, secondo lei, coraggio nelle scelte editoriali? Coraggio di che cosa, quali sono le logiche che avete bisogno di sfidare in questa fase? O quali sono, se ci sono, i vostri avversari?

Di che cosa crede abbiano bisogno i lettori nell’epoca che stiamo vivendo? E quali crede che siano le soluzioni vincenti per l’editoria ora?

 

 

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