silvia zucca

“Crossfire” e letteratura pornorosa, parla la traduttrice Silvia Zucca: “Questi romanzi sono romanticismo puro; il sesso è il linguaggio attraverso cui si dialoga”

Scritto da Redazione on . Postato in Libri, News, Traduttori e traduzioni

Il secondo volume della trilogia Crossfire, Riflessi di te tradotto da Silvia Zucca e pubblicato da Mondadori, ha conquistato i primi posti delle classifiche in questo inizio di 2013. Ritenendola tuttora di grande attualità, riproponiamo l’intervista che Bibliocartina ha realizzato a novembre alla traduttrice italiana della trilogia, in occasione dell’uscita del primo volume “A nudo per te”.

Il successo di questo nuovo filone letterario, come ormai accade da diverso tempo nel mondo dei libri, ha polarizzato l’universo dei lettori. Da una parte chi lo ha adorato, dall’altra chi lo ha letteralmente disprezzato giungendo conseguentemente a disprezzare anche i lettori di un certo tipo di libri. Bibliocartina.it ha deciso invece di intervistare Silvia Zucca, traduttrice dei primi due volumi della saga Crossfire “A nudo per te” e “Riflessi di te”. Silvia è scrittrice lei stessa di romanzi rosa con lo pseudonimo di Sylvia Z. Summers. Milanese, laureata in letteratura inglese e diplomata in regia cinematografica, ha lavorato parecchi anni in televisione e dal 2003 a oggi ha tradotto più di un centinaio di romanzi rosa tradotti.

Domanda: Il 20 novembre prossimo uscirà in Italia “A nudo per te”. Tu hai tradotto questo primo libro e sei al lavoro anche sul secondo, “Riflessi di te”, che in Gran Bretagna ha polverizzato ogni record di vendite, più di quanto avesse già fatto 50 sfumature di E.L.James. Ci piacerebbe ricevere da te una previsione sul successo che Crossfire avrà in Italia. Si piazzerà in cima alle classifiche per mesi come avvenuto quest’estate con le 50 sfumature? Sarà il libro che le amiche si regaleranno a Natale?

Risposta: Salve, un saluto ai lettori. Ho terminato da pochissimo la traduzione del secondo volume di Crossfire, Reflected in You, e devo dire che la storia di Gideon ed Eva mi sta catturando. Se nel primo romanzo ho notato diversi punti in comune con le Sfumature, ho trovato Reflected più dinamico e avvincente. Non so se sarà un boom come la trilogia di E.L. James, non ho le basi per fare questa previsione, ma posso augurargli lo stesso successo, visto che la storia è molto carina e ben costruita.

D: Per Mondadori hai tradotto anche “50 sfumature di nero”. Quali sono secondo te, in poche parole, i punti di forza di questi romanzi? Perché appassionano così tanto il pubblico delle lettrici?

R: Ah, questa è la domanda da un milione di dollari! Qual è la formula per sfornare un bestseller? Credo che per E. L. James siano intervenuti diversi fattori, come, sicuramente, il self-marketing, la preparazione del pubblico su internet, che ha iniziato il tam tam mediatico sulla trilogia creando molta aspettativa. Però questo non basta. I libri sono stati letti e apprezzati. La mia opinione è che a decretare il successo di queste storie sia la mescolanza di diversi ingredienti, un po’ come un profumo. Qui le note di fondo sono quelle della classicissima storia d’amore. Due giovani si incontrano e si innamorano. Lui è bellissimo e ricchissimo. Lei bella, sì, ma insicura e inconsapevole del proprio fascino. Vi fanno venire in mente qualcosa? Beh, la maggior parte delle favole per bambine sono così! Il principe azzurro è sempre bello e ricco, la principessa – la protagonista – è fascinosa ma insicura perché è lei che deve compiere un cammino di conquista/consapevolezza, di trasformazione. Non solo, ma la fiaba si ripropone  nel 99% dei romance che si scrivono e si leggono tutt’oggi. Quello che si vende, quello che piace alle lettrici di romanzi d’amore, quindi, è il “sogno”. 

Continuiamo con la metafora del profumo e parliamo delle note di cuore, il centro della storia: il rapporto tra i protagonisti. In entrambi i casi – Sfumature e Crossfire –  l’amore valica i limiti dell’ossessione e i protagonisti, specie quelli maschili, sono personaggi con grosse problematiche. Perché questo elemento piace così tanto? A parte il doveroso accenno al senso materno e alla classica “sindrome della crocerossina”, dai quali di rado noi donne siamo totalmente affrancate, l’amore ossessivo è una cosa che piace – nei libri!  Lì puoi chiudere e riporre sul comodino il volume quando vuoi! – perché fa sentire importanti. La protagonista femminile (personaggio con cui si identifica la lettrice, e la narrazione in prima persona aiuta…) diventa il centro dell’universo del suo amante, ragione stessa di ogni suo respiro su questa terra. Ogni cosa che il “lui” del caso fa, la fa per lei, per il suo bene, per l’amore che prova. L’apoteosi del romanticismo, da Mr. Darcy a Edward Cullen!

Le cosiddette note di testa del nostro libro/profumo, e cioè quegli elementi che balzano subito all’occhio, in questo caso sono il sesso descritto nei minimi particolari e il rapporto dominante/sottomessa, che in qualche modo si trova in entrambe le serie. La lettrice gode di una specie di liberazione, di uguaglianza rispetto all’uomo. Rompe quel tabù che la vuole eterea e romantica, e anche un po’ frigida, per rivendicare la propria esuberanza sessuale. Qui naturalmente legittimata dalla storia d’amore. Se all’inizio sorridevo un po’ quando leggevo che Sfumature aveva dato una sferzata alla vita sessuale di molte coppie, poi ci ho riflettuto e mi sono formata un’idea su quello che potrebbe essere il motivo: se lo fanno Christian e Ana, se lo fanno Gideon ed Eva, protagonisti di storie romanticissime, allora non c’è niente di sporco o volgare nel “famolo strano”… E con i giochi di sesso l’intesa della coppia, la confidenza nel partner, aumentano. Il fatto poi che, almeno all’inizio, la protagonista opponga un netto rifiuto al BDSM o pratiche dominante/sottomessa che dir si voglia (a seconda del romanzo) fa parte del cammino di liberazione della sessualità, ed è lo stesso identico rifiuto che potrebbe porre una persona qualunque che si trovi a fronteggiare di punto in bianco questo “vizietto” del compagno.

D: In inglese li chiamano “mummy porn”, noi preferiamo chiamarli “romanzi pornoromantici”. Quanto c’è di porno e quanto di romantico in “A nudo per te” e nella trilogia Crossfire in generale? E quanto nelle 50 sfumature?

 R: Penso  che entrambi gli elementi siano presenti, anche se mi sentirei di affermare che quello romantico è più importante. Con questo non voglio dire che le scene di sesso siano poche o poco esplicite, tutt’altro, ma che senza l’amore tra i due protagonisti il rapporto non avrebbe lo stesso senso. Quello che ho notato, come differenza tra Sfumature e Crossfire, è che se nelle Sfumature prevale l’idea di un’ambientazione particolare in cui si svolgono gli incontri tra Christian e Ana, in Crossfire è più significativo il momento psicologico che i due protagonisti stanno vivendo, e che quindi decreta una determinata pratica o qualche risvolto emotivo nell’amplesso.

D: Tanto gli addetti ai lavori in Mondadori, quanto i librai e in generale un po’ tutti coloro che “osservano” l’editoria si aspettano che Crossfire si rivolgerà allo stesso identico pubblico che ha amato “50 sfumature”, e che questo tipo di letture crei una sorta di dipendenza nelle lettrici tanto che finito un libro non si può fare a meno di cercarne un altro simile. L’editor di Mondadori Laura Donnini ha esplicitamente dichiarato qualche tempo fa che questo tipo di effetto droga va cavalcato, dando alle lettrici ciò che stanno cercando. Che cosa ne pensi?

R: In parte credo di aver già risposto più su. Nel romance la componente fondamentale è di certo il sogno. Una lettrice sa bene, benissimo, che quello che ha di fronte non è la realtà, che non si troverà mai davanti un uomo come quello descritto nei romanzi che ama tanto (e che, guarda caso, sono nella stragrande maggioranza dei casi scritti da donne), ma quello che cerca è appunto lo svago, l’evasione, un piacevole momento di pausa dalla routine. Io credo che il successo di questo genere sia dovuto molto alla ripetizione, che significa rassicurazione, il ritrovare, cioè un po’ gli stessi elementi in un romanzo e nell’altro. E’ come tornare a casa e riconoscere i propri mobili, ed essere sollevati per il fatto che nessuno ci abbia incasinato i cassetti o messo sottosopra il salotto! Il lieto fine o anche la preordinazione degli eventi, lascia in bocca il gusto dolce dell’ordine, la consapevolezza che tutti gli elementi si incastreranno nel modo più giusto e che le cose si sistemeranno.

D: Tanto Sylvia Day quanto E.L. James, prima di essere rilanciate dalle grandi case editrici anglosassoni, avevano avuto un incredibile successo già sul web, dove le loro opere venivano lette da centinaia di migliaia di persone. Ed entrambe hanno iniziato autopubblicandosi e guadagnando come self-publisher, prima di ricevere un contratto editoriale. Che peso ha, secondo te, internet e l’utilizzo dei social network nella creazione delle comunità delle lettrici e delle autrici di romanzi rosa oggi? E in Italia? Ci sono autrici self-published di romanzi pornoromantici o semplicemente romantici che hanno ottenuto successo? Credi che la strada dell’autopubblicazione sia percorribile per persone che amano scrivere questo tipo di letteratura? 

R:  È una strada assolutamente percorribile e percorsa già oggi. Pur se un’arma a doppio taglio sia per gli scrittori che per i lettori. Si pubblica e si vende di tutto. Ma la vastità del fenomeno rischia anche di annullare gli effetti vantaggiosi. Nell’oceano di Internet vagano chissà quanti manoscritti auto pubblicati e poco o niente letti, e il lettore spesso storce un po’ il naso di fronte al fatto di dover pagare – seppur pochi euro – per qualcosa che non ha alle spalle la scelta di un editore (che in qualche modo gli dà una garanzia dell’effettiva qualità). Pubblicare un libro su Internet è solo il primo passo di un lavoro lunghissimo di self-marketing… I blog e le comunità dei forum sono fondamentali per il successo.

D: In quanto traduttrice, che idea ti sei fatta della lingua utilizzata in questi romanzi? Che tipo di linguaggi ha scelto di usare Sylvia Day in Crossfire, e come hai scelto tu di interpretarla in italiano? Ti sei ispirata al linguaggio che adoperi anche come scrittrice? 

R: Mi sono ispirata al suo linguaggio. Non avrei potuto usare il mio stile, perché non sarebbe stato giusto, non le sarebbe appartenuto. Sarebbe stato come cercare di infilare al libro un vestito più grande o più piccolo della taglia che ha. I romanzi che ho pubblicato sono di genere storico, con un’ambientazione vittoriana… Il linguaggio di Sylvia Day non è sempre facile da tradurre e interpretare (perché spesso utilizza doppi sensi e slang) ma il registro è quello della quotidianità, dell’immediatezza della parlata di tutti i giorni. A dire la verità, questa freschezza mi ha divertita molto. E magari sarò io a utilizzare il suo stile per un prossimo lavoro!

D: Nella tua triplice veste di traduttrice, scrittrice e lettrice, come risponderesti a chi critica la povertà del linguaggio adoperato per questo genere letterario?

R: L’immediatezza è la spontaneità sono anche dei punti di forza di questi romanzi. Soprattutto, un linguaggio semplice è capace di attirare ed essere apprezzato da un vastissimo pubblico, cosa che invece uno stile più ricercato purtroppo non fa. Dunque ci si deve chiedere che storia si sta scrivendo e per chi si scrive. Non si potevano scrivere le Sfumature o Crossfire alla Umberto Eco (e non è una critica a Eco, che apprezzo molto!) e pensare che tutte queste signore si sarebbero innamorate di Christian e di Gideon. Probabilmente sarebbe sempre stato un successo, ma di diverso tipo. E saremmo stati qui a parlare dei giochi linguistici dell’autore, piuttosto che del fenomeno di massa e del toto-Grey al cinema.

D: E per finire ti chiediamo una micro-recensione: cinque parole per raccontarci “A nudo per te”.

R: “A nudo per te” è – in poco più di cinque parole – la storia di un amore ossessivo, totale, che coinvolge e stravolge le vite dei due protagonisti. Il sesso è il loro dialogo perché la vita li ha resi incapaci di interagire con le parole, per cui la fisicità diventa il linguaggio dei sentimenti. Sono apprezzabili anche i personaggi di contorno, come l’amico bisessuale di Eva, il divertentissimo Cary.  E Monica, la madre di Eva… la cui ossessione per la sicurezza della figlia riesce sempre a strappare un sorriso.

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