Archivia per Ottobre, 2012
“Racconti nella rete”, il concorso letterario che premia i racconti online, giunge alla XII edizione. Per partecipare occorrerà versare 30 euro a racconto
Al via la XII edizione di “Racconti nella rete”, un premio letterario organizzato dall’associazione LuccAutori, cui si può partecipare scrivendo racconti e pubblicandoli online sul sito raccontinellarete.it, dove si potrà anche leggere e commentare i racconti altrui. I racconti potranno essere inseriti fino al 31 maggio 2013, possono essere inseriti gratuitamente ma una volta ammessi a concorso sarà necessario versare una quota associativa di 30 euro per poter partecipare. Una giuria di qualità designerà, entro giugno 2013, i titoli dei 25 racconti vincitori, i quali saranno pubblicati entro ottobre prossimo in un’antologia dallo stesso titolo del concorso, a cura come ogni anno delle edizioni Nottetempo (nella foto la copertina dell’edizione 2011), in versione cartacea ed eBook, con prefazione firmata da Catena Fiorello, scrittrice oltre che sorella di Rosario e Beppe Fiorello. La presentazione dell’antologia avverrà dunque in occasione del Festival LuccAutori (nato da un’idea del giornalista Demetrio Brandi, presidente dell’associazione) che si terrà a ottobre 2013 nella città di Lucca. Sul regolamento si legge che “non sono ammessi racconti erotici, volgari oppure offensivi verso il pubblico”, una precisazione che non manca di stupire se si pensa al bestseller indiscusso del 2012, la trilogia delle “50 sfumature” di E.L. James a carattere appunto erotico (ma tutt’altro che volgare, anzi, quasi pudico in realtà nel linguaggio adoperato). Degna di attenzione è una delle clausole, infine, del regolamento, in base alla quale si stabilisce che “i venticinque autori vincitori potranno acquistare presso la nostra Associazione, nel mese di ottobre 2013, venti copie dell’antologia – prezzo di copertina dodici euro – ad un prezzo speciale loro riservato di duecento euro”. La clausola sembra dunque fissare un privilegio e non un obbligo di acquisto delle copie, tuttavia stupisce, oltre alla cifra dello sconto applicato (pari a soli 40 euro) l’obbligo di versare una quota associativa di 30 euro non per autore – se è una quota associativa, avrebbe senso che ad associarsi fosse l’autore – bensì per racconto, pari a 30 euro per titolo con un massimo di 3 racconti inviabili per singolo partecipante.
Aggiornamento (1° novembre): l’organizzatore del concorso Demetrio Brandi ha risposto ad alcune delle nostre domande qui.
Penguin e Random House, l’accordo è ufficiale. Nasce Penguin Random House, la casa editrice più grande del mondo. Quanti posti di lavoro saranno tagliati?
I rumours dei giorni scorsi sono finalmente realtà, nasce Penguin Random House dalla fusione di due delle case editrici più grandi del mondo, Penguin appartenente al gruppo Pearson (che deterrà la quota di minoranza della nuova joint venture, il 47% delle azioni) e Random House del gruppo Bertelsmann, che deterrà il restante 53%. Dall’accordo restano escluse la presenza sul mercato tedesco per Bertelsmann e l’utilizzo del marchio Penguin nel mercato “education” per il gruppo Pearson.
Il Consiglio d’amministrazione sarà composto da 5 membri nominati da Bertelsmann e quattro da Pearson, alla Presidenza ci sarà l’attuale presidente e amministratore delegato di Penguin John Makinson mente l’a.d. attuale di Random House Markus Dohle conserverà uguale carica anche nel nuovo gruppo.
Entrambe le case editrici hanno motivato la decisione di costituire una joint venture con la necessità di condividere piattaforme, strategie e nuovi modelli di produzione digitale di contenuti, rivolgendosi soprattutto ai mercati emergenti a più alto potenziale di crescita. Condivisione di sinergie, inoltre, significherà anche risparmio sui costi di magazzino, distribuzione, stampa, e varie altre funzioni centrali (il che lascia intravedere la possibilità di migliaia di esuberi e licenziamenti a breve, quando la fusione verrà concretamente attuata, anche se il comunicato delle due aziende non dice nulla in merito).
Le due aziende sostengono che il livello di investimento della nuova casa editrice negli autori e nella nuova produzione di contenuti sarà superiore alla somma degli investimenti oggi attuati separatamente dai due marchi. Il processo di fusione sarà completato, secondo quanto comunicano le due aziende, nella seconda metà del 2013.
Accordo Hoepli/Amazon, fino a Natale Kindle in vendita nella storica libreria di Milano
Amazon Europa e Hoepli hanno stretto un accordo in base al quale la casa editrice milanese metterà in vendita nel suo storico punto vendita del centro città (aperto dal 1870 e situato nella via omonima Urlico Hoepli nel centro della città meneghina) i dispositivi Kindle di Amazon fino al 22 dicembre. Si potrà dunque acquistare gli eReader dell’azienda americana e conseguentemente scaricare gli eBook in vendita presso l’Amazon Store, più di 1 milione di titoli complessivo e circa 30mila in italiano. Per Amazon l’accordo con Hoepli segna il primo ingresso nelle librerie fisiche italiane, mentre il direttore generale dell’azienda di famiglia Matteo Ulrico Hoepli ha dichiarato in un comunicato “Hoepli è una prestigiosa libreria il cui focus primario sono i libri e i propri lettori e l’innovazione. Dopo 140 anni, abbiamo voluto essere tra i primi a vendere il libro del futuro.”
Self-publishing, negli USA i libri auto-pubblicati sono aumentati del 287% in sei anni. Per CreateSpace crescita del 1702% dal 2006 a oggi
Il numero di libri autopubblicati negli USA è cresciuto del 287% dal 2006 a oggi, e tra essi crescono a grande velocità gli eBook. Lo dice l’agenzia internazionale Bowker, che fornisce i codici ISBN per il mercato librario statunitense. Secondo le ricerche condotte dal gruppo, oggi i titoli autopubblicati negli Stati Uniti sono infatti più di 235mila (eBook e cartacei), circa il triplo che nel 2006. Di questi il 63% circa sono in edizione cartacea, ma la produzione di eBook è cresciuta del 129% in un solo anno, dal 2011 a oggi, mentre la produzione di libri autopubblicati cartacei in un anno è cresciuta del 33%.
Numeri che non sono – fa notare Bowker – dovuti più di tanto a una miriade di piccoli servizi semiartigianali, bensì ad alcuni grandi gruppi strutturati che offrono servizi integrati e professionali per l’autopubblicazione, fra questi in particolare CreateSpace (una piattaforma di auto-pubblicazione di proprietà di Amazon), che ha lanciato circa 55mila titoli (il 39% del mercato delle pubblicazioni cartacee), mentre SmashWords rappresenta il 47% delle autopubblicazioni eBook. Seguono Author Solutions (di proprietà del Penguin Group) con 47.094 titoli, e Lulu Enterprises con 38.000 titoli circa. Lulu è presente anche in Italia, e insieme a ilmiolibro.it rappresenta una delle principali piattaforme di autopubblicazione in questo paese. Le piccolissime case editrici, quelle che hanno prodotto non più di 10 titoli l’una, hanno pubblicato tutte insieme nel 2011 circa 35mila titoli, dei quali poco più di 1/3 sono eBook, incrementando tuttavia la produzione di libri cartacei del 74% tra il 2006 e il 2011. Niente, ad ogni modo, in confronto alla crescita di CreateSpace, la cui produzione libraria in sei anni è cresciuta del 1702%.
Mercato eBook: l’Italia seguirà le stesse tendenze in atto negli USA? Negli Stati Uniti leggono il 78% delle persone, in Italia il 49,7%: sono possibili confronti?
Quali differenze e quali analogie ci sono fra i lettori di quello che il mainstream di settore considera il mercato di riferimento per l’editoria – gli USA – e i lettori italiani? In Italia la “rivoluzione” come in tanti la chiamano degli eBook appare per il momento più strillonata che reale; confrontando dati CENSIS recentemente divulgati con quelli diffusi dall’AIE (Associazione Italiana Editori) in occasione della fiera del libro di Francoforte, il mercato degli eBook pur in grande crescita su se stesso (più 740% tra il 2011 e il 2010, 12,6 milioni di fatturato complessivo nel 2011) rappresenta ancora appena lo 0,38% del mercato librario complessivo italiano, e la percentuale di lettori di eBook rappresenta soltanto il 2,7% (nel 2007 era superiore: il 2,9%) della popolazione, mentre scende allo 0,7% la percentuale di coloro che hanno letto almeno 3 eBook in un anno. Cifre nettamente differenti da quelle del mercato eBook negli USA, dove legge almeno un eBook l’anno il 21% degli statunitensi.
Tuttavia, le differenze più importanti fra i due paesi risiedono nella composizione antropologica dell’universo dei lettori. In Italia la fascia dei lettori più forte, quella dei giovani (tra i 14 e i 29 anni) è quella che è crollata di più, dell’11% in un solo anno. Oggi leggono almeno un libro l’anno il 57,9% dei giovani tra 14 a 29 anni, negli USA legge l’83% dei giovani tra 15 e 29 anni e in generale legge almeno un libro l’anno il 78% delle persone*, contro il 49,7% in Italia (6,5% in meno rispetto all’anno precedente: si sono persi all’incirca 700mila lettori in un solo anno). Appare abbastanza evidente che ogni tipo di previsione nei confronti del futuro dell’eBook in Italia non può basarsi sui trend in atto negli USA, vista la radicale differenza di diffusione del libro tra le due popolazioni. In base alle statistiche la popolazione italiana sta progressivamente (e rapidamente) abbandonando la lettura tout court, quella statunitense no.
Nel quadro delle ricerche condotte sui lettori USA, contrariamente a quanto si ritiene l’eReader come dispositivo di lettura è tutt’altro che prediletto dai lettori più giovani, i quali leggono eBook soprattutto dal PC (55%), dallo smartphone (41%) e solo per il 23% su un eReader, e meno ancora (16%) su un tablet. La fascia d’età con la maggior percentuale dei lettori di eBook è quella dei 30nni (da 30 a 39 anni), dei quali sceglie gli eBook circa il 25%. Altrettanto, negli USA è molto alta la percentuale di under 30 che frequenta le biblioteche (il 60% circa).
*Fonte: Pew Research Center’s Internet and American Life Project. Indagine condotta su un campione rappresentativo di 2986 persone. Margine d’errore del 2,2& circa.
Zlatan Ibrahimovic, la sua biografia candidata in Svezia al prestigioso premio letterario August
La biografia del calciatore svedese Zlatan Ibrahimovic Io, Ibra, pubblicata in Italia da Rizzoli nella traduzione dallo svedese di Carmen Giorgetti Cima – traduttrice, fra i tanti importanti autori, anche del compianto Stieg Larsson – è candidata in Svezia al prestigioso premio letterario August (dal nome del famoso scrittore svedese August Strindberg), insieme con altri cinque libri finalisti. Il libro è stato selezionato tra un totale di 129 titoli, e in caso di vittoria frutterebbe un premio di 12mila euro circa al calciatore svedese e al giornalista suo connazionale David Lagercranz, che ne ha co-firmato l’opera.
Io, Ibra è stato un titolo di grande successo anche in Italia, dove a cavallo di Natale del 2011 vendette circa 200mila copie. Il libro racconta aspetti della vita personale del calciatore, dall’infanzia a oggi, e contiene anche numerosi commenti e il suo punto di vista su personaggi, protagonisti, vicende del calcio contemporaneo, da Calciopoli italiana fino ai giudizi non proprio lusinghieri sulla squadra del Barcellona.
Officine Editoriali, “uscire dalla disoccupazione attraverso l’ossessione di un sogno”. Anche grazie al crowdfunding, che però da solo non basta
Come nasce una casa editrice digitale? Quali le storie umane, le scelte, i percorsi che portano a questa nuova forma di imprenditorialità ancora decisamente giovane, in espansione ma dal futuro tuttora incerto? Bibliocartina.it l’ha chiesto a Mara Pantanella, responsabile di Officine Editoriali, una casa editrice di eBook che ha scelto di raccontare “storie di gente comune che passa attraverso disagi, quando non veri e propri drammi, ma che trova in tutti i modi le strade per uscirne, e alla fine, a modo suo ci riesce”. Storie per ridare fiducia e speranza alla gente comune, come quella della stessa editora, “rimasta disoccupata a 55 anni perché nella mia azienda multinazionale del settore tecnologico, acquistata da un’altra multinazionale ancora più grande, improvvisamente ero diventata troppo vecchia e da rottamare”, e del suo braccio destro Marco Sambruna, l’una e l’altra raccontate nei primi due titoli dell’editrice in vendita, “Ma il burro lo stavo mangiando io!” firmato Bibi Zarco (nella foto) e Quando ero come voi di Marco Sambruna. “Per me la casa editrice era il progetto di una vita che avevo messo in stand-by per lavorare, e che ho deciso di riprendere in mano quando ho capito che se tutto ti crolla addosso, i tuoi sogni sono l’unica via d’uscita, a costo di perseguirli ossessivamente”, racconta Mara Pantanella. “Ho rimesso in discussione la mia vita per intero, vendendo ciò che potevo vendere per raccogliere soldi per avviare l’impresa. Ho cercato aiuto anche dai soldi pubblici, ma quelli li usano per altre cose, e infine mi sono rivolta anche a una piattaforma di crowdfunding attraverso la quale ho raccolto circa 3500 euro effettive”. La piattaforma è produzionidalbasso.com, nella quale Pantanella ha pubblicato un progetto del valore di 15mila euro, “ma quello che si raccoglie poi effettivamente è molto meno, alla fine”, avvisa l’editora. “In Italia siamo ancora agli albori del crowdfunding, è un metodo che da solo non garantisce il finanziamento, purtroppo”. Con quei soldi l’editora ha potuto aprire la sua società, costruire il sito e la piattaforma di vendita, finanziare l’acquisto dei codici ISBN e la conversione in formato ePub degli eBook.
Quanto alle prospettive del mercato degli eBook in Italia, “questo è il segmento editoriale destinato a crescere di più nel futuro”, sostiene Pantanella. “Il triennio 2012-2015 sarà quello degli eBook in Italia, lo sostengono tutti gli esperti. Peccato che in Italia le case editrici maggiori facciano cartello per tenere alti i prezzi, si vede che temono la novità invece che cavalcarla”. Prezzi invece popolari per gli eBook di Officine Editoriali: si va dai 3,90 ai 5,90 euro al massimo.
Banco Editoriale a Roma e Verona: acquistare i “libri che ti hanno cambiato la vita” per donarli a giovani detenuti o alle donne ospitate nei centri antiviolenza
Banco Editoriale, Condividere pane e cultura: si chiama così un’iniziativa di solidarietà e condivisione della lettura organizzata a Roma dalle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) e dal gruppo Feltrinelli. Nei prossimi due fine settimana di ottobre sarà possibile acquistare presso uno qualsiasi dei punti vendita Feltrinelli di Roma il “libro che ti ha cambiato la vita” e regalarlo, magari anche con una dedica, a uno dei bambini, dei giovani o delle donne ospiti o frequentatori di quattro centri della città: il Carcere minorile di Casal del Marmo, che ospita giovani dai 14 ai 21 anni; la Scuola media “Giovanni e Francesca Falcone” frequentata da bambini dei “quartieri di frontiera” Ponte di Nona, Lunghezza e Colle Prenestino; l’associazione Andrea Tudisco, che offre alloggio e assistenza a bambini affetti da gravi patologie, e l’associazione D.i.R.e. – donne in rete contro la violenza – che riunisce 60 centri antiviolenza non istituzionali, gestiti da associazioni di donne.
L’iniziativa – mutuata dalla Giornata della colletta alimentare, nella quale è possibile fare la spesa e donare i propri acquisti a chi ne ha più bisogno – non nasce a Roma ma a Verona, dove l’anno scorso grazie all’iniziativa del giornalista Lorenzo Fazzini e di alcuni giovani volontari furono donati più di 1000 libri (il libro più donato fu “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry. L’iniziativa sarà ripetuta sempre a Verona anche quest’anno, e coinvolgerà una serie di librerie indipendenti – nove in tutto – della città, non solo punti vendita Feltrinelli. I libri acquistati saranno regalati ai detenuti del carcere di Montorio e agli ospiti delle case di accoglienza della Caritas in loco. Le librerie veronesi devolveranno a Banco Editoriale il 5% dell’incasso.
Ma è proprio necessario che i libri da donare siano acquistati ex novo nelle librerie? “L’idea prevede che i libri vengano acquistati e poi donati nuovi, ma è possibile che arrivino persone che non hanno capito bene come funziona l’iniziativa e che vogliano donare libri usati, nel qual caso sicuramente li accetteremo”, ha commentato a Bibliocartina Cecilia Cecconi di ACLI. Il ricavato delle vendite andrà al 90% alle librerie Feltrinelli, e al 10% alle ACLI, “che finanzieranno con questi soldi il progetto “Pane a chi serve” per la raccolta e la redistribuzione alle associazioni del pane di giornata invenduto”. Si potrà dunque acquistare e donare i libri sia a Roma sia a Verona il 19-20-21 ottobre, e solo a Roma anche il 26-27-28 ottobre.
Firenze, più di 10mila firme raccolte perché la libreria Edison rimanga libreria e non diventi un Apple Store
I lavoratori della libreria Edison di Firenze hanno scelto la strada della petizione popolare per salvare la libreria della centrale Piazza della Repubblica. In pochi giorni sono state raccolte già più di 10mila firme, volte a esercitare pressione sul comune e sulle parti in causa nel confronto tra i proprietari dei locali, la società Effe.com di Feltrinelli Holding, Edison e il Comune di Firenze. Allo stato attuale la Effe.com ha concesso a Edison una proroga della permanenza nei locali a titolo gratuito, allo scopo di attuare la svendita dei libri per poter pagare ferie e permessi ai dipendenti, 36 persone impiegate nel punto vendita e alcune negli uffici amministrativi. La libreria dovrebbe definitivamente chiudere il 31 dicembre prossimo.
Le disposizioni comunali fiorentine prevedono che i locali occupati da librerie debbano essere sostituiti, in caso di cessazione d’attività, da esercizi a carattere culturale per almeno il 70% della metratura. Ma ai locali della centralissima Piazza della Repubblica era interessata Apple, motivata ad aprire uno dei suoi store. I dipendenti di Edison premono invece affinché per loro sia trovata una collocazione nel nuovo esercizio. Se non è possibile salvare Edison in quanto tale, che sia almeno salvo il loro lavoro.
La situazione di Edison attuale è quella di una catena di librerie, attiva soprattutto nel territorio toscano, che rischia interamente di chiudere a causa di difficoltà finanziarie della società. Finora una soluzione differente volta a scongiurare il rischio di chiusura dei locali e la perdita del lavoro è arrivata dai sei dipendenti del punto vendita di Arezzo, che hanno rilevato il ramo d’azienda (in affitto, per il momento) della libreria aretina di Edison e si sono trasformati da impiegati in imprenditori.
Libreriauniversitaria.it apre i Digital Bookstore, una catena di librerie dal vivo nelle principali città universitarie italiane a cominciare da Padova
Rendere le librerie delle specie di “internet point” del libro, questo il senso della nuova iniziativa imprenditoriale di Libreriauniversitaria.it, il sito di vendita online di libri da sempre attento alle esigenze degli studenti universitari che nei giorni scorsi ha aperto il suo primo punto vendita dal vivo a Padova, la città dove l’impresa è nata nel 2000. Quello di Padova è il primo di una catena di nuovi punti vendita, detti Digital Bookstore, che l’azienda si propone di aprire di qui a 2 anni (20 locali l’obiettivo) nelle principali città universitarie italiane.
La libreria sarà un “punto d’appoggio”, come recita il comunicato dell’azienda, per il ritiro dal vivo e per l’acquisto online dei libri tramite le postazioni informatiche, ma darà agli studenti anche la possibilità di consegnare i propri libri usati, scolastici e accademici, e usufruire in cambio di buoni per l’acquisto di nuovi volumi. Attualmente il negozio online conta, secondo i dati divulgati dall’azienda, 1,5 milioni di clienti e più di 12 milioni di titoli disponibili.
Un caso di libreria indipendente, dunque, che da internet decide di scendere per strada e aprirsi al pubblico reale che va, per esempio, in senso opposto all’iniziativa presa qualche mese fa da una libreria storica come la Croci di Varese che aveva invece deciso di chiudere il negozio per dedicarsi alla sola vendita online. La scommessa, come ha affermato l’amministratore delegato di Libreriauniversitaria.it Luca Ometto, starà nell’offrire servizi aggiuntivi alla clientela creando così un punto di aggregazione per lettori che vada oltre la semplice transazione commerciale.
Arezzo: i lavoratori rilevano la libreria Edison a rischio chiusura e si trasformano in librai indipendenti. “L’alternativa era fra autogestire il nostro lavoro, oppure perderlo”.
La libreria Edison non chiude ad Arezzo, ma diventa una libreria indipendente grazie all’intraprendenza dei sei lavoratori lì impiegati fin dal giorno di apertura nel 2006, e che di fronte alle difficoltà in cui versa la casa madre Edison hanno deciso di rilevarla costituendo una loro società, la Biblion Srl, da sabato 13 ottobre nuova titolare della libreria. “Tecnicamente ciò che abbiamo realizzato si chiama ‘affitto di ramo d’azienda’”, spiega a Bibliocartina Irene Interlandi, una dei sei soci che hanno rilevato il locale, “nella fattispecie il ramo d’azienza relativo alla libreria di Arezzo”. Le librerie della società Edison, dislocate in tutto il territorio toscano, sono attualmente in liquidazione e un certo scalpore ha suscitato la vicenda della libreria Edison di Firenze la cui chiusura è per il momento rimandata a fine anno. La soluzione individuata dai sei librai aretini rappresenta dunque un’anomalia originale che potrebbe, chissà, dare spunto ad altri in direzioni simili. “L’alternativa era prendere l’iniziativa oppure perdere il lavoro”, spiega Irene Interlandi. “Non abbiamo avuto bisogno di rifletterci più di tanto, ci siamo trovati subito d’accordo su quale fosse la miglior cosa da fare: trasformare il punto vendita di catena in una libreria autogestita e indipendente“. Da un punto di vista della professione quotidiana “non è cambiato granché, abbiamo forse una maggior libertà e autonomia di scelta rispetto a prima, ma tutto sommato nella nostra che è sempre stata una libreria generica, dalla metratura consistente, abbiamo sempre privilegiato la varietà e continueremo a farlo. Il nostro obiettivo è conservare la nostra clientela, che è affezionata e non ha mancato di dimostrarcelo anche in questo frangente, e rimanere un punto di riferimento culturale per questa città continuando a lavorare con la stessa convinzione di sempre”.
Può una maggiore imprenditorialità essere una soluzione per la crisi che tante librerie di catena (per esempio FNAC, assurta agli onori delle cronache recenti) stanno attraversando in questo periodo? L’iniziativa dei sei librai aretini apre l’interrogativo.




